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Attenti al cane - 18/10/2012pagina del cane Vidar

Nobel autoreferenziale nell'epoca smart

Facciamo cose a caso. L’importante è far girare eventi, premi, riconoscimenti. Così si vede che ci diamo un gran daffare. Per esempio ci siamo appena dati il Premio Nobel. L’ha vinto l’Europa, sì. E perché? Perché sono sessant’anni che non facciamo guerre mondiali con milioni di morti. Apperò. Come fare Santo Hannibal Lecter perché è in fase digestiva. No, ma dico: vincere il Nobel per la Pace non dovrebbe essere una roba difficile? Per dirne una, Gandhi non ce l’ha fatta. Ci è andato vicino tre volte ma le ha toppate tutte: la prima perché quelli dell’Accademia non avevano ancora deciso se era un genio o Wanna Marchi; la seconda lasciarono perdere per non far arrabbiare i pakistani; la terza perché ormai l’avevano impallinato, e il Nobel bisogna darlo a uno che è ancora tutto intero. Ecco, appunto. Un milione e mezzo di catalani in piazza a chiedere l’indipendenza da Barcellona; la Scozia che se ne stava buona dal 1300 ha appena indetto il referendum per staccarsi dal Regno Unito (in Scozia saranno rimasti quattro vecchietti e sette puffin, ma hanno visto Braveheart tutti e undici); la Germania è talmente apprezzata nel resto d’Europa che quando la Merkel è andata in Grecia l’hanno accolta con le bandiere naziste. E sospetto che non fosse un gentile omaggio alle tradizioni di casa. E vabbè, almeno anche quest’anno l’abbiamo sfangata, avranno pensato a Stoccolma. Perché diciamocela tutta, ormai ‘sti Nobel sono come i Grammy Award, che una volta nominavano Freddy Mercury e adesso c’è Justin Bieber (comunque massimo rispetto per Justin Bieber: essere nati nel 1994 e ottenere 18 milioni di click su youtube vomitando sul palco è roba per cui Marylin Manson si venderebbe la madre). Ma io dico: che bisogno c’è di dare un premio Nobel ogni 12 mesi? Guardiamoci in faccia e diciamoci le cose come stanno: quest’anno non è cosa. Sarà la crisi. Sarà che c’è mezzo pianeta che vorrebbe sterminare l’altro mezzo (cordialmente ricambiato). Sarà che se c’è gente che ringrazia il Pulcino Pio “per tutte le emozioni che gli ha regalato nell’estate 2012” (qua), forse vuol dire che per le Arti e l’Ingegno non è proprio un’età dell’oro… e non possiamo saltare un giro?! Eh no, perché siamo nell’epoca smart. Viviamo nelle smart cities, facciamo parte di smart communities con smart economies, usiamo gli smart phone, frequentiamo gli smart center: mica possiamo ammettere che siamo mediamente deficienti come prima, forse anche un pelo di più. Adesso andrò in giro a dire che sono uno smart-dog: ultimo modello. Non faccio le foto e non contengo app, ma produco un vasto campionario di schifezze, anche a comando; più gli effetti speciali: so versare la minestrina dentro l’umidificatore del termosifone (effetto “Ondata di nausea collettiva”); so scaraventare dal pianerottolo intere collezioni di Swarovski (effetto “James Bond - Una cascata di diamanti”); so infilare 14 confezioni di zucchero a velo nel minipimer senza chiuderlo (effetto “Manna dal Cielo”). Ultimamente poi mi sono impratichito nell’arte dello sventramento di cuscini (effetto “Alexander Platz/ aufwiederseen/ c’era la neve”). Chissà se me lo danno un premio. Mi andrebbe bene anche se si limitassero a indirmi una Giornata Nazionale. Anche questa è una trovata che va molto di moda. Siccome di soldi non ce ne sono, invece di sperperare i pochi rimasti cercando di risolvere i problemi li usiamo per celebrare Giornate ad essi dedicate. Settimane a volte, o addirittura anni. Per esempio il 2012 era l’Anno internazionale del pipistrello. Dubito che qualche chirottero se ne sia accorto, ma in compenso alla prima di Batman c’è scappata la strage. Le Nazioni Unite da sole hanno indetto 78 giornate internazionali all’anno: una ogni quattro giorni e mezzo, manco le feste Erasmus. Tutte dense di significato fra l’altro, proprio roba per cui vale la pena spendere soldi: c’è la Giornata Meteorologica Mondiale (23 marzo), la Giornata Internazionale della Solidarietà Umana (si vede che gli alieni sono un branco di farabutti), la Giornata della Popolazione Mondiale (11 luglio), la Giornata Mondiale della Posta (9 ottobre), la Giornata Mondiale dell’Habitat (l’habitat di chi, non è pervenuto), la Giornata Mondiale della Televisione (21 novembre) e la Giornata Mondiale della Sanità Mentale (?!), 10 ottobre. Ma siccome 12 ore per vincere una causa umanitaria sono un po’ poche, si sono inventati gli Anni. Il 2001 l’avevano scelto come Anno internazionale del Dialogo tra le Civiltà. E siccome poi è andata come è andata, giustamente quello dopo si sono dati all’Ecoturismo, che forse gli riesce meglio. Il 2007 l’hanno consacrato ai diritti degli sfollati in Colombia, il 2008 alla patata. Mah. Il mio preferito però era il 2011… Stando a quanto scrive il Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite sul suo sito ufficiale, è stato l’“Anno Internazionale delle Persone con Discendenti Africani”…

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