"I campioni di un certo calibro non
si spostano a gennaio", aveva ripetuto più volte Antonio Conte in questi giorni. Citando poi, a mero titolo
esemplificativo, un ristretto elenco di grandi calciatori tra i quali non
figurava il nome di Mario Balotelli.
Non è dato sapere se si sia trattato di un semplice lapsus, di una dimenticanza
voluta oppure del reale pensiero del tecnico juventino. Eppure il nome dell'ex
giocatore del Manchester City nelle ultime ore era stato sulla bocca di tutti.
Fatto sta che il suo esordio in maglia rossonera contro l'Udinese è coinciso
con una doppietta personale nell'ambito della partita più chiacchierata del
fine settimana calcistico. "Abbiamo
fatto quello che si poteva fare, si poteva fare meglio e si poteva fare peggio.
Non mi considero e non mi consideravo favorito per lo scudetto prima del
mercato, non mi considero tuttora favorito per lo scudetto neanche dopo il
mercato", ha poi affermato - sempre sullo stesso argomento - l'allenatore
bianconero. Le sue considerazioni sono state talmente vaghe da far pensare ad
un'unica visione dell'attuale situazione in casa juventina: le fortune di
Madama, almeno per quanto riguarda i prossimi mesi, continueranno a dipendere
dalle capacità del tecnico leccese di far rendere al massimo il gruppo a sua
disposizione dallo scorso fine agosto.
Falcidiata da infortuni e squalifiche,
la Juventus ha trovato dentro se stessa la forza per continuare la propria
marcia in testa alla classifica. Gli scudetti si costruiscono (e conquistano)
poco alla volta, espugnando campi difficili come quelli di Verona e
sconfiggendo avversari rognosi come il Chievo. Raggiunta in vetta alla serie A
per poche ore dal Napoli la Vecchia Signora ha affrontato col piglio giusto la
gara contro i gialloblù di Corini, portandosi in vantaggio per 2-0 ed evitando
di perdere la concentrazione ed il controllo del match dopo la rete messa a
segno da Thereau. Lontano dallo stadio "Bentegodi" Walter Mazzarri, fresco vincitore col
suo Napoli nell'anticipo serale, aveva giurato che non avrebbe seguito alla
televisione la gara dei bianconeri. La giustificazione addotta era stata quella
di voler rimanere concentrato nella preparazione alla prossima sfida esterna
contro la Lazio. Se poi abbia mantenuto o meno fede alla parola data è un altro
discorso, in cuor suo il tecnico dei campani probabilmente immaginava che la
Juventus difficilmente sarebbe tornata da Verona a mani vuote.
Prima dello scontro al vertice del
"San Paolo", previsto per il 1° marzo, ci saranno ancora tre giornate
di campionato. Nella prossima la Vecchia Signora ospiterà la Fiorentina,
l'unica squadra che l'ha realmente messa in difficoltà dal punto di vista del
gioco durante il girone di andata. Tra le due contendenti allo scudetto, però,
chi sembra rischiare di più in questo frangente sembra essere il Napoli: la
squadra di Petkovic arriva infatti da due sconfitte consecutive, dopo aver
pagato lo sforzo del doppio impegno nella coppa nazionale contro la stessa
Juventus prima o poi dovrebbe iniziare a riprendere confidenza con la vittoria
in serie A.
Gli uomini di Mazzarri andranno a Roma
col vento in poppa, rinforzati grazie agli ultimi acquisti invernali (Armero,
Calaiò e Rolando) e con quindici punti in più in classifica rispetto alla
scorsa stagione. Il loro problema è che anche la squadra di Conte viaggia più
veloce rispetto ad un anno fa (quarantasette punti contro gli attuali
cinquantadue).
E che il mese di gennaio è finalmente
finito...
Thomas
Bertacchini