| SANTENA - 25/06/2012 | CRONACA |
IL BUSINESS DEI CERCHI NEL GRANO
È
da una settimana ormai che la stampa torinese parla dei misteriosi cerchi nel
grano comparsi a Santena. Non è la prima volta che gli appassionati di ufologia
si trovano ad andare alla ricerca delle tracce lasciate da E.T nei dintorni del
paese che fu caro a Cavour e agli amanti degli asparagi. Era già accaduto altre
quattro volte dal 2006 ad oggi, una sequenza che a detta degli appassionati del
fenomeno pone l'Italia al secondo posto al mondo per numero di crop circles
scoperti. I cerchi nel grano sono delle forme geometriche più o meno complesse,
ben visibili dall'alto, realizzate in campi di cereali o simili. I primi
comparvero in Inghilterra negli anni Settanta e da allora, benché non esistano
indizi che provino la natura extraterrestre di questi disegni, il loro
improvviso avvistamento è sempre accolto con curiosità e timore.
Ma
mettiamo da parte le leggende e lo scetticismo. Andiamo a Santena, in strada
Ponticelli, a pochi chilometri dalla tomba del conte di Cavour. Il navigatore
satellitare ci conduce fino all'inizio di una via sterrata da dove cominciano i
campi di asparagi. Qui nessuna traccia di “cerchi” alieni. Avanziamo titubanti:
sarà questo il posto? Non avremo sbagliato strada? Poco più avanti la certezza
di essere vicini alla destinazione ce la dà un cartello di cartone rosso con
sopra disegnata una freccia e la scritta “Crop circle – cerchi nel grano”.
Nemmeno il tempo di stupirci per l'ottima segnaletica con una battuta («cose
dell'altro mondo!») che un camioncino rosso ci affianca con il finestrino
abbassato: «Cercate i cerchi? Seguitemi!». Ci accodiamo percorrendo la stradina
di terra battuta per un paio di chilometri, finché la nostra guida ci indica
l'area parcheggio. «L'area parcheggio?». Ma come? Volevamo vivere un'esperienza
spaziale, spingerci fino alle soglie di un incontro ravvicinato del terzo tipo
e invece ci ritroviamo nel bel mezzo di un percorso di visita organizzato,
neanche fossimo a un museo! Sforzandoci di ritrovare un po' di giusta atmosfera
ci infiliamo le scarpe da trekking, recuperiamo le macchine fotografiche e ci
avventuriamo fino... ad un altro cartello rosso con la solita scritta “Crop
circle – cerchi nel grano - avanti”. Alla fine arriviamo fino al campo di grano
che qualcuno vorrebbe sia servito come campo d'atterraggio per un'astronave
aliena. È il campo del signor Michele, che racconta a noi ciò che aveva
già raccontato a La Stampa e che racconta nuovamente dopo ai
microfoni di Sky, ovvero come si è accorto che il suo terreno era stato
utilizzato come tavolozza per un disegno stellare. «Io abito in quella casa lì
vicino e la mattina del 17 giugno ho visto i miei cani che correvano
all'impazzata, allora sono andato a vedere». La scoperta di una costellazione
disegnata piegando perfettamente le spighe ha trasformato il terreno del signor
Michele in un luogo di pellegrinaggio per appassionati di ufologia e curiosi.
Su internet, dopo la pubblicazione di un'immagine realizzata con un sorvolo
aereo dell'area, si dibatte sul significato della sagoma apparsa nel campo. Cosa
vorrà dire? È un messaggio da decodificare? E se fosse così, perché questi
alieni disgraziati non sanno essere più chiari? La spiegazione de La Stampa è
che i “cerchi” di Santena raffigurano il sistema solare e la costellazione del
Cancro e che il disegno indica la data del 21 dicembre 2012, il giorno che
secondo i Maya darà inizio alla fine del mondo. Chi siamo noi, umili cronisti
di provincia, per mettere in dubbio tutto ciò? Decidiamo di fidarci e quindi ci
dedichiamo ad osservare più prosaici e modesti fatti. Il primo è che in questi
giorni sono davvero tanti ad arrivare fino a questa anonima campagna, tutti
accolti come noi da un'organizzazione stupefacente per essere improvvisata. Ci
sono dei frigoriferi e dei tavolini tipo bar, c'è un provvidenziale elevatore
che per la modica cifra di due euro e cinquanta centesimi fa salire i visitatori
fino a poter ammirare dall'alto gli arcani “cerchi” e c'è persino un banchetto
per la vendita di esclusive t-shirt celebrative dell'evento. È tutto così
perfettamente studiato per accogliere i “turisti del grano” che qualcuno sulla
via del ritorno ha ricordato la comparsa dei crop circle nella vicina Poirino,
due anni fa. Allora le indagini condotte dalla polizia municipale portarono a
ritenere che gli artisti non fossero dei visitatori extraterrestri, ma delle
persone «intraprendenti». Si parla di un gruppo di ragazzi della zona che si
divertirebbe a creare dal nulla delle forme degne di una puntata di Voyager.
Fatto sta che nessuno è mai riuscito a scoprire la loro reale identità, aliena
o terrestre che sia. Dunque il dubbio sulla natura delle strane geometrie
stellari rimarrà ben custodito anche stavolta? Di sicuro riuscire a far
atterrare una nave spaziale sul proprio terreno è una efficace forma di
marketing. Una variante bogianen del fenomeno Lock Ness che potrebbe essere
riproposta con successo anche in altre aree del Paese. Il business dei “cerchi”
è una mano santa in questi tempi di crisi.
Massimiliano
Ferraro

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