Al tramonto dello
scorso campionato la classifica finale consegnata all’albo d’oro della serie A recitava,
nelle prime sei posizioni, in rigoroso ordine d’arrivo, i nomi di queste
società: Milan, Inter, Napoli, Udinese, Lazio e Roma.
Per il secondo anno
consecutivo la Juventus, nonostante fosse tornata nuovamente in mano ad un Agnelli (Andrea, l’attuale presidente),
si confermava settima, perdendo pure il pass per giocare in Europa così come
non le accadeva (sul campo) dal lontano 1991.
A distanza di poco
più di cinque mesi Madama sembra aver ritrovato la strada maestra: sola in
testa da due giornate consecutive, ha già avuto modo di regolare i conti in
questo girone d’andata tanto con il Milan campione d’Italia quanto con quell’Inter
che a maggio finì col piazzarsi seconda alle spalle dei rossoneri.
Slittato
l’appuntamento per la gara contro l’Udinese al prossimo 21 dicembre, e con gli
impegni con le romane ancora lontani, domenica sera arriverà per la Juventus l’appuntamento
con la terza classificata nell’ultima edizione del torneo, il Napoli, allo
stadio “San Paolo”.
Tornate entrambe in
serie A nel giugno del 2007 dopo aver superato i momenti più duri della loro
storia, mentre il patron De Laurentiis
sta provando a dare al club campano una dimensione europea, per la Vecchia
Signora il percorso da compiere in tal senso è ancora lungo.
Proprio a De
Laurentiis appartiene il ruolo di mattatore del calcio italiano nel lungo
periodo di inattività delle squadre sui campi da gioco, a partire dai momenti
successivi all’ultima gara della scorsa stagione sino al sorteggio del
calendario della nuova, allorquando lasciò all’improvviso tutti gli invitati
alla cerimonia ufficiale per fuggire in sella al motorino di un passante dopo
aver manifestato più volte (ed in maniera plateale) la propria rabbia per un
presunto trattamento di sfavore ricevuto dalla sua squadra.
Quando a primavera
inoltrata la voce di un Milan fortemente interessato ad Hamsik iniziava a farsi sempre più forte, si scagliò prima contro Berlusconi (“Se il Milan vuole un
giocatore del Napoli, allora mi chiami lui. Anche il capo del governo deve
rispettare il fair play finanziario”), poi contro Andrea Monti, il direttore della Gazzetta dello Sport (“La Gazzetta
è guidata da uno juventino, il giornalista che ci segue è un tifoso della Juve
ed è strano che non abbia messo Hamsik in seno alla Juve”).
Naturalmente anche a
Madama, all’epoca dei fatti entrata prepotentemente in corsa col Napoli per
l’acquisto dello svizzero Inler, non
vennero risparmiate alcune frecciate: “La Juve? Ne ha bisogno. Con l’arrivo del
nuovo allenatore dovrà cambiare 25 giocatori”.
Nuovo allenatore che avrebbe
potuto essere Walter Mazzarri, se
poi non fosse stato scelto al suo posto Antonio
Conte, portando quindi ad una fumata bianca il flirt tra la Vecchia Signora
e il tecnico di origine livornese. Risale allo scorso 23 maggio la giornata
convulsa che vide – nel giro di sole quattro ore – De Laurentiis cercare
attraverso l’aiuto dei propri legali la via per arrivare alla risoluzione del
contratto col tecnico per giusta causa (niente esonero e – quindi – niente
stipendio per le altre due annualità), per riuscire in un secondo momento nell’intento
di smontare le richieste sportive ed economiche dello stesso Mazzarri, dopo un
lungo faccia a faccia alla presenza di Riccardo
Bigon nei locali della Filmauro.
Due giorni dopo, il
25 maggio, il nuovo arrivo bianconero Andrea
Pirlo veniva presentato alla stampa. Tra le varie domande, risposte, ammissioni
e confessioni che si susseguirono in quel pomeriggio, in merito alla scelta
del suo nuovo numero di maglia, si
lasciò volutamente scappare una battuta ad effetto: “Ciò che più mi piacerebbe
è festeggiare a fine stagione con il numero 30 sulle spalle”.
Anche la strada per
il recupero dei due titoli tolti a Madama per effetto di Calciopoli passa per
Napoli, laddove non manca molto tempo alla lettura della sentenza del processo
penale che vede coinvolto (tra gli altri) Luciano
Moggi.
Nel frattempo, si ripartirà
sul campo dal 3-0 (tripletta di Cavani)
con il quale la squadra di Mazzarri schiantò tra le mura amiche quella di Del Neri lo scorso 9 gennaio. Un altro
conto da regolare per la Vecchia Signora.
Thomas Bertacchini