| MEDICINA - 21/10/2011 | pagina della salute |
Effetto placebo, la scoperta di un torinese
 L'effetto
placebo agisce con le stesse dinamiche chimiche dei farmaci. Tanto che ''i
farmaci e gli stimoli psicosociali (per esempio le suggestioni verbali del
medico verso il paziente) agiscono con gli stessi meccanismi''. Cosi' Fabrizio Benedetti, professore di
Neuroscienze all'Universita' di Torino e membro dell'Istituto Nazionale di
Neuroscienze (Inn) illustra la sua ultima ricerca pubblicata su ''Nature
Medicine'' che fara' parte della lettura che terra' al Congresso Internazionale
di psiconeuroendocrinoimmunologia Stress e Vita in programma a Orvieto dal 27
ottobre. ''I farmaci - spiega - agiscono tramite il legame a recettori
specifici, la cui attivazione produce sia effetti terapeutici che effetti
collaterali negativi. Gli stimoli psicosociali, attraverso meccanismi di
condizionamento e di anticipazione, sono in grado di attivare specifiche
sostanze (ad es. le endorfine nel caso del dolore, la dopamina nel caso della
malattia di Parkinson), che si vanno a legare agli stessi recettori ai quali si
vanno a legare i farmaci, producendo effetti simili a quelli prodotti da questi
ultimi, sia terapeutici che collaterali. Questo concetto riveste un'importanza
particolare, se si considera che esso implica un'interferenza tra il contesto
psicosociale nel quale la terapia viene applicata e l'effetto specifico del
farmaco o della procedura terapeutica. In altre parole, l'effetto del farmaco
puo' subire una modulazione cognitiva ed emotiva''. Benedetti chiarisce che la
comunicazione medico-paziente pero' puo' avere anche effetti negativi: ''Accanto
agli effetti positivi del placebo si possono registrare anche effetti negativi
(effetto nocebo). Questo puo' accadere quando la comunicazione e' frettolosa,
eccessivamente ambigua e carica di suggestioni negative che nel cervello del
paziente si traducono in una sensazione di minaccia per la propria salute''. Lo
studio delle relazioni terapeuta-paziente dal punto di vista delle neuroscienze
e' stato recentemente sintetizzato dal professor Benedetti in un libro edito
dalla Oxford University Press il cui eloquente titolo e' ''The Patient's
Brain'' (il cervello del paziente). Anche di questo si parlera' ad Orvieto. ( asca)
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