domenica 21 set 2014
ultimo aggiornamento ore 01.59
CRONACA
ATTUALITA'
INTERVISTE
SPORT
pagina BiancoNera
HANNO DETTO...
L'INTERVENTO DI...
tsunami
pagina dei libri
pagina dell'Arte
pagina della musica
pagina del cinema
pagina della salute
pagina del gelato
pagina delle ricette
pagina delle aziende
pagina degli annunci
pagina dei soldi
pagina degli astri
pagina dei Pezzi da 90
pagina dei concorsi
pagina di Google
pagina del cane Vidar
photogallery
Cerca su Pagina:

Area Utenti
Commenta i nostri articoli:
Username:
Password:
MEDICINA - 21/10/2011pagina della salute

Effetto placebo, la scoperta di un torinese

L'effetto placebo agisce con le stesse dinamiche chimiche dei farmaci. Tanto che ''i farmaci e gli stimoli psicosociali (per esempio le suggestioni verbali del medico verso il paziente) agiscono con gli stessi meccanismi''. Cosi' Fabrizio Benedetti, professore di Neuroscienze all'Universita' di Torino e membro dell'Istituto Nazionale di Neuroscienze (Inn) illustra la sua ultima ricerca pubblicata su ''Nature Medicine'' che fara' parte della lettura che terra' al Congresso Internazionale di psiconeuroendocrinoimmunologia Stress e Vita in programma a Orvieto dal 27 ottobre. ''I farmaci - spiega - agiscono tramite il legame a recettori specifici, la cui attivazione produce sia effetti terapeutici che effetti collaterali negativi. Gli stimoli psicosociali, attraverso meccanismi di condizionamento e di anticipazione, sono in grado di attivare specifiche sostanze (ad es. le endorfine nel caso del dolore, la dopamina nel caso della malattia di Parkinson), che si vanno a legare agli stessi recettori ai quali si vanno a legare i farmaci, producendo effetti simili a quelli prodotti da questi ultimi, sia terapeutici che collaterali. Questo concetto riveste un'importanza particolare, se si considera che esso implica un'interferenza tra il contesto psicosociale nel quale la terapia viene applicata e l'effetto specifico del farmaco o della procedura terapeutica. In altre parole, l'effetto del farmaco puo' subire una modulazione cognitiva ed emotiva''. Benedetti chiarisce che la comunicazione medico-paziente pero' puo' avere anche effetti negativi: ''Accanto agli effetti positivi del placebo si possono registrare anche effetti negativi (effetto nocebo). Questo puo' accadere quando la comunicazione e' frettolosa, eccessivamente ambigua e carica di suggestioni negative che nel cervello del paziente si traducono in una sensazione di minaccia per la propria salute''. Lo studio delle relazioni terapeuta-paziente dal punto di vista delle neuroscienze e' stato recentemente sintetizzato dal professor Benedetti in un libro edito dalla Oxford University Press il cui eloquente titolo e' ''The Patient's Brain'' (il cervello del paziente). Anche di questo si parlera' ad Orvieto. (asca)



Versione per stampa
REDAZIONE - PUBBLICITA' - PROMOZIONI - _ - Road Communication sas Editrice P.I. 09842050016 - Copyright © Pagina - All rights reserved
Powered by Blulab