| GRUGLIASCO - 05/04/2011 | CRONACA |
Ex Bertone, sindacati contro
Sindacati in ordine sparso alla ex Bertone
in cerca di una soluzione che consenta di non archiviare gli investimenti Fiat
per 500 milioni di euro. I lavoratori vicini alla Fiom chiedono a Sergio Marchionne un confronto in
assemblea. La Uilm
e la Fismic
hanno avviato una raccolta firme tra i lavoratori per chiedere il mandato a
firmare l'ipotesi d'accordo presentata dalla Fiat, prima della rottura delle
settimane scorse. La Fim
chiede invece il rinnovo delle Rsu con la speranza di ribaltare i rapporti di
forza che vedono oggi la Fiom
poter contare su dieci dei sedici componenti. Questa mattina Uilm e Fismic
hanno presentato la loro iniziativa che conta di raccogliere circa la meta' dei
1076 lavoratori dell'impianto di Grugliasco e prevede attivita' di informazione
nelle otto sedi sindacali di zona. Fino ad oggi sarebbero state raccolte gia'
350 adesioni, un centinaio da parte della Uilm e 250 da parte dei comitati spontanei
per il si, vicini alla Fismic. ''Ci diamo quindici giorni di tempo perche' i
lavoratori possano fare la loro scelta in modo libero'', ha annunciato il
segretario regionale Uilm Maurizio
Peverati polemizzando con le decisioni ''ad alzata di mano'', promosse
dalla Fiom nei giorni scorsi nello stabilimento di Grugliasco, ''dove - ha
aggiunto - non era presente la maggioranza dei lavoratori, un metodo che
rappresenta la peggior pagina di democrazia sindacale degli ultimi dieci
anni'', ha aggiunto denunciando inoltre l'invito da parte di iscritti alla Fiom
a lasciare l'assemblea durante l'intervento del segretario Uilm. ''Possiamo
muoverci anche con meno del 50% - ha proseguito Peverati - a quel punto
possiamo lanciare la sfida finale alla Fiom. Nel caso invece superassimo la
maggioranza, non ho bisogno della Fiom per firmare l'accordo, e le Rsu devono
dare le dimissioni perche' non rappresentano piu' nessuno'', ha detto
rivolgendosi probabilmente anche alla Fim. L'agenda prevede, dopo la scadenza
dei 15 giorni, una verifica delle schede e una valutazione comune con Fismic e
Fim malgrado quest'ultima non partecipi all'iniziativa. Nel corso della
presentazione non sono mancate le critiche alla lettera dei lavoratori vicini
alla Fiom che hanno raccolto 400 firme per avere un incontro con il top manager
del Lingotto: ''E' passato il tempo di credere a Babbo Natale - ha commentato
Peverati - Marchionne non e' venuto ne' a Pomigliano ne' a Mirafiori dove i
lavoratori erano oltre 5000 per ciascun impianto, e noi non possiamo sceglierci
l'interlocutore che in questo caso e' la delegazione Fiat che ha il mandato a
trattare. La Fiom
sta dimostrando la sua debolezza chiamando Marchionne a tirarla fuori
dall'impaccio''. ''Quando un sindacato si rivolge ai lavoratori per avere un
contatto con Marchionne il sindacato non c'e' piu' '', rincara la dose Vincenzo Aragona del Fismic torinese:
''noi dobbiamo dire cosa pensiamo, il sindacato lo facciamo noi''. ''La Fiom -
conclude Peverati - trova sempre il modo di lavarsi la coscienza, lasci perdere
i lavoratori: Marchionne e' la controparte, non il relatore dell'assemblea''. (asca)
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