Fino al 14 febbraio per la Grande Prosa è in scena
al Teatro Erba di Torino Romeo e Giulietta, il capolavoro di Shakespeare che andrà in scena anche la
sera di San Valentino, per il secondo anno di repliche dopo il successo della
passata stagione. Romeo e Giulietta è una tragedia tra le più famose e
rappresentate, e una delle storie d’amore più popolari. Innumerevoli sono state
le versioni musicali e cinematografiche. Da ricordare: il poema sinfonico di Čajkovskij, il balletto di Prokof'ev, l’opera di Bellini, il notissimo musical West Side Story e poi tra le opere
cinematografiche più popolari quelle dirette da Zeffirelli e Luhrmann.
La vicenda dei due
protagonisti ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l’archetipo
dell'amore perfetto ma avversato dalla società, per questo non poteva che
andare in scena anche la sera di San Valentino. Intricata e cruenta è la trama
e val la pena ricordarla. Due nobili famiglie di Verona, i Montecchi e i
Capuleti, si vanno combattendo per generazioni e “dai fatali lombi di due
nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, il cui tragico
suicidio porrà fine al conflitto”. Una rissa di strada tra le servitù delle due
famiglie viene interrotta da Escalus, principe di Verona, il quale annuncia che
in caso di ulteriori scontri, i capi delle due famiglie saranno considerati
responsabili e pagheranno con la vita. Paride, un giovane nobile, chiede al
Capuleti di dargli in moglie la figlia poco meno che quattordicenne, Giulietta.
Capuleti lo invita ad attirarne l’attenzione durante il ballo in maschera del
giorno seguente, mentre la madre di Giulietta cerca di convincerla ad accettare
le offerte di Paride. Romeo, il sedicenne rampollo dei Montecchi, invece è
innamorato di Rosalina, una Capuleti. Mercuzio, amico di Romeo e Benvolio,
cugino di Romeo, cercano invano di distoglierlo dalla sua malinconia decidendo
di andare mascherati alla casa dei Capuleti, per divertirsi e cercare di
dimenticare. Romeo, che va al ballo sperando di vedere Rosalina, incontra invece
Giulietta. I due ragazzi si scambiano poche parole, ma sufficienti a farli
innamorare e a
spingerli a baciarsi. Rischiando la vita, Romeo si trattiene nel
giardino dei Capuleti dopo la fine della festa. Durante la famosa scena del
balcone, i due ragazzi si dichiarano il loro amore e decidono di sposarsi in
segreto. Il giorno seguente, il francescano Frate Lorenzo unisce in matrimonio
Romeo e Giulietta, sperando che la loro unione possa portare pace tra le
rispettive famiglie. Ma le cose precipitano quando Tebaldo, cugino di Giulietta
e di temperamento focoso, incontra Romeo e cerca di provocarlo a un duello.
Romeo rifiuta di combattere contro colui che è ormai anche suo cugino, ma il
suo amico Mercuzio, ignaro di ciò, raccoglie la sfida. Tentando di separarli,
Romeo non volendo permette a Tebaldo di ferire Mercuzio, che muore augurando la
peste ad ambedue le famiglie. Romeo a questo punto uccide Tebaldo e sarà
condannato a lasciare la città prima dell’alba del giorno seguente. Dopo una
notte d’amore passata insieme con Giulietta, Romeo fuggirà a Mantova. Giulietta
dovrebbe però sposarsi tre giorni dopo con Paride, ma frate Lorenzo, esperto in
erbe medicamentose, le darà una pozione che la porterà a una morte apparente
per quarantadue ore, contando di poter avvisare Romeo con un messaggero che non
riuscirà nel suo intento. Romeo intanto verrà a sapere del funerale di
Giulietta e tornerà a Verona. Inoltrandosi nella cripta dei Capuleti, è
determinato a unirsi a Giulietta nella morte. Dopo aver ucciso in duello
Paride, che trova nella cripta, e aver guardato teneramente Giulietta un’ultima
volta, Romeo si avvelena pronunciando la famosa frase: «E così con un bacio io muoio». Quando Giulietta si sveglierà, trovando
l’amante e Paride morti accanto a lei, si trafiggerà con il pugnale di Romeo,
ponendo fine al dramma. Le due famiglie e il Principe accorreranno alla tomba,
e dopo aver saputo da frate Lorenzo del matrimonio segreto di Romeo e
Giulietta, porranno fine alla loro guerra riconciliate dal sangue dei loro
figli. Il capolavoro, elaborato da Girolamo
Angione e diretto da Enrico Fasella,
è interpretato da giovani protagonisti come previsto da Shakespeare. Il cast è
costituito dai giovani attori della Compagnia Torino Spettacoli che affiancano
e guidano gli altrettanto giovani talenti del Liceo Teatrale Teatro Nuovo. I
costumi sono firmati da Germana Erba
e le musiche da Bruno Coli.
Vito Piepoli
