di Pier Luigi Fuggetta

Come Umbria Jazz anche Moncalieri Jazz ha deciso di proporre una versione estiva del proprio festival (Umbria Jazz, che si svolge d’estate, ha infatti aggiunto solo da qualche anno la versione invernale). Dopo 12 anni di meritato successo, ha preso così il via, martedì 8 giugno, il Moncalieri Jazz Summer Festival 2010. Ospitata nel Castello Reale di Moncalieri, la manifestazione è stata aperta dalle Voci di Corridoio, gruppo vocale di 5 elementi dedito a proporre ormai da molti anni lo swing e la musica d’autore italiana. Hanno presentato “Edizione straordinaria”, loro ultimo cd, alternandolo a pezzi di Gorni Kramer, Lelio Luttazzi ed a canzoni del loro gruppo di riferimento, naturalmente: il Quartetto Cetra. Una grande emozione si è toccata quando sono stati invitati a salire sul palco i figli dei componenti dei Cetra. Special guest della serata, presentata da Dario Salvatori, sono stati poi, tra gli altri, Fabrizio Bosso e Francesco Cafiso.
Il secondo appuntamento del festival era, mercoledì 10, con “Cine & jazz”, un concerto dedicato allo stretto rapporto che c’è tra il jazz e la Settima Arte dall’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai diretta da Carlo Boccadoro, solisti Fabrizio Bosso alla tromba e Francesco Cafiso al sax. Presentata sempre da Dario Salvatori, l’Orchestra ha eseguito quanto di meglio il jazz ha dato al cinema: dopo un medley iniziale grande suggestione per “Georgia on my Mind” - pezzo indimenticabile di Gorrell e Carmichael, compreso anche nello score di “Ray”, film sulla vita di Ray Charles - si prosegue con “Walkin’” del grande Miles Davis. A seguire il medley “Lover Man – I’ll Remember April”, da “Bird”, celebre cinebiografia di Charlie Parker diretta da Eastwood, con Cafiso splendido nell’assolo al sax. Tanti altri sono stati i brani memorabili in scaletta: “As Time Goes By” da “Casablanca”; “Summertime”, da “Porgy and Bess”, con una esecuzione sublime di Fabrizio Bosso alla tromba; “Nuovo Cinema Paradiso”, “Giant Steps” di John Coltrane, la fascinosa “’Round Midnight” di Thelonious Monk. L’atmosfera che si è creata era davvero di rara bellezza, grazie al contributo fondamentale dell’Orchestra Rai ed agli arrangiamenti di Andrea Ravizza.
Grande successo giovedì 10 anche per Massimo Lopez, in veste di cantante, che, con la Big Band Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio, ha presentato “Ciao Frankie”, affettuoso tributo a “The Voice” Frank Sinatra. L’indimenticabile Frank è stato ricordato con i suoi più grandi successi - “Night and Day”, “Under My Skin”, “Somethin’ Stupid”, “That’s Life” e naturalmente “My Way” e “New York, New York” - alternati ad imitazioni memorabili dello stesso Lopez (quelle su papa Ratzinger, Tremonti, Prodi, Di Pietro sono da antologia) ed a gag irresistibili con la complicità di Giuliano Chiarello. Il tutto per una serata di eleganza e swing in cui Lopez e la sua orchestra hanno offerto un degno tributo a Frankie “Blue Eyes”.
Venerdì 11 è stata la volta di Billy Cobham con il suo show “Jazz - Fusion”. Il grande batterista - esponente di spicco del genere fusion o jazz–rock, autore del disco-manifesto della fusion “Spectrum”, riferimento per tantissimi musicisti - ha suonato per quasi due ore, coadiuvato da una band di affiatati musicisti ed offrendo una performance di grande livello, dimostrando che il tempo non ha scalfito minimamente le sue doti di infaticabile drummer.
La chiusura del festival, sabato 12, era affidata a “Tango e dintorni”, un concerto, condotto da Ciro Imparato, con l’Orchestra Ritmo-Sinfonica Agimus, diretta da Andrea Ravizza, affiancata dal sestetto Renacerò e dai ballerini Los Hermanos Macana, Sarita Goyas e Ricardo Labriola. Il tema del concerto è stato il tango con un grande omaggio ad Astor Piazzola, maggior interprete della musica che accompagna quella danza bellissima sensuale e un po’ malinconica che è il tango.
La peculiarità del concerto è stata - oltre a presentare i brani più famosi di Piazzola come “Adios Nonino”, “Milonga del Angel”, “Fracanapa” e, naturalmente, “Libertango”, il suo pezzo più famoso - quella di fondere quattro arti: musica, danza, cinema e letteratura. Lo spettacolo è stato così molto coinvolgente e il pubblico ha mostrato di apprezzarlo molto, grazie a tutti i musicisti e i ballerini che si esibivano, assai bravi nel creare un’atmosfera suggestiva e di grande feeling, “alla Buenos Aires”. Perché il tango è “un pensiero triste che si balla”, diceva Astor Piazzola. Il merito maggiore della riuscita della serata va riconosciuto al direttore Ravizza e ad Ugo Viola, fisarmonicista del sestetto Renacerò e direttore artistico di Moncalieri Jazz, vera anima di questo festival prestigioso sempre più quotato nel panorama dei jazz festival italiani.