Dopo il
bagno di folla per l’Ostensione della Sindone, adesso per il Museo Egizio è il
momento di rifarsi il make up. Archiviato il record di 97 mila biglietti
staccati quest’anno, 16 mila in più del record precedente raggiunto nell’anno
delle Olimpiadi invernali, al Museo Egizio si guarda quindi al futuro,
lavorando soprattutto alla cura e al restauro di 4.000 reperti, ricevuti
recentemente in dote dallo Stato per un periodo di 30 anni. E non ancora
esposti. I lavori si aggiungono a quelli da poco avviati nel cortile interno
dell’antico palazzo sede del Museo, dove è previsto che sorga una nuova hall,
punto di partenza e arrivo del secondo museo del mondo per grandezza e
importanza dedicato agli antichi egizi. A illustrare le prossime mosse
dell’Egizio e far gli onori di casa, in uno dei musei più visitati, non solo a
Torino, è stata la direttrice Eleni
Vassilika. «Nella hall ipogea ci sarà lo spazio per mostre temporanee, il
percorso seguirà un criterio cronologico, con spazi riservati ad
approfondimenti tematici. Le vetrine minimaliste, la scenografia limitata
soltanto ad alcune sale, l’approccio nuovo che mette in risalto l’aspetto
artistico oltre a quello archeologico, faranno dei reperti il punto di partenza
e dello spettatore il punto d’arrivo» descrive così la direttrice quello che
sarà il new deal del Museo. Le nuove parti del Museo non verranno concluse del
tutto per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma per allora
l’Egizio, il cui restyling finirà nel 2013 costando circa 50 milioni di euro,
avrà un aspetto diverso. Un primo assaggio lo si è avuto oggi alla
presentazione del riallestimento de ‘La Tomba di Kha’, uno dei reperti più importanti,
che ora ha maggior visibilità e respiro in apertura del percorso espositivo. Un
salto di qualità notevole per Kha (e consorte), le cui numerose e ricche
suppellettili prima erano costrette in uno stanzino da 30 metri quadrati
a visita inoltrata. Un primo passo affinché il Museo Egizio riacquisti «un
nuovo splendore in linea con gli standard internazionali più attuali» sostiene
la direttrice Vassilika. (asca)