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RIVOLI - 05/07/2008 ore 10:04INTERVISTE

«Sogno una casa sana, ecologica e senza barriere architettoniche»

Michele Santarella è un uomo di 49 anni con una vita normal»»»««e: un lavoro (addetto all’aeroporto di Caselle), una moglie, due figli di 19 e 17 anni. Michele Santarella ha combattuto tante battaglie in nome dei suoi ideali, il temperamento reso combattivo dalla poliomelite. Michele Santarella ha un curriculum che sembra un pedigree, tra titoli, riconoscimenti e impegni, che vanno dall’istruttore di nuoto al docente nei corsi di formazione professionale per accompagnatori turistici. Michele Santarella ha un sogno che non si limita a sognare, ma che alimenta con azioni quotidiane da vero rompiscatole: andare a vivere in una casa ecologica e senza barriere architettoniche.

Le barriere architettoniche sono un tema che l’ha vista impegnata in prima linea anche all’aeroporto dove lavora.

Non soltanto non dovrebbero esserci barriere architettoniche, dovrebbe proprio scomparire dal vocabolario la parola barriere. Finché ci sarà vuol dire che c’è stato un errore a monte. E’ un concetto che legittima categorie di cittadini con diversi gradi di diritti. Si dovrebbe parlare di vivibilità, di accesso universale.

Argomento di attualità, con gli architetti di tutto il mondo riuniti a Torino.

Gli architetti si riuniscono sì, ma pensano a uno sviluppo artistico delle città, delle case, non a quello funzionale.

Ritiene che siano concetti che si possano tradurre facilmente in pratica?

Le soluzioni ci sono, sono applicabili ed economiche. Da alcuni anni faccio parte dell’associazione LeviMontalcini, insieme abbiamo cercato parametri per poter realizzare una casa senza barriere e senza bisogno di energia esterna. Abbiamo cercato invenzioni ecosostenibili e applicabili.

E che cosa avete trovato?

Ho conosciuto un personaggio interessante, Mario Palazzetti, che è stato ingegnere del Centro ricerche Fiat, l’uomo che 30 anni fa inventò il primo cogeneratore, che ha ideato le tende da sole fatte di pannelli solari, lo scambiatore d’aria per interni, che teorizza l’utilizzo di led per la gestione dell’illuminazione interna, tecnica che consentirebbe un forte risparmio anche rispetto alle lampade a basso consumo.

Quali altri scoperte ha portato questa vostra ricerca?

Abbiamo trovato interessanti impianti geotermici, indipendenti da quelli di Enel o Gas. Poi abbiamo scoperto che si può superare il problema dell’isolamento, che è quello che hanno le case prefabbricate, utilizzando legno lamellare e altri materiali che formano una specie di cassa di traspirazione. Insomma, tutte cose che rendono possibile la costruzione di case sane ed ecologicamente compatibili.

A Cherasco, nel Cuneese, c’è una casa passiva, la prima in Piemonte. E’ a qualcosa del genere che vi ispirate?

Noi abbiamo in mente qualcosa di meglio, che non preveda ad esempio l’allacciamento al gas. Ben vengano case come quella di Cherasco, ma sono case per ricchi. Noi invece pensiamo a un condominio, a case popolari.

Ecologia, ne parlano tutti, è diventata quasi una moda.

L’ecologia può essere una moda, bisogna abbinarla all’economia.

Avete già presentato i vostri progetti a qualche amministrazione pubblica?

Abbiamo parlato con alcuni sindaci di Comuni della provincia di Torino. E’ stata un’esperienza sconfortante, anche umiliante. Tutti hanno l’idea di edilizia convenzionata, ma sappiamo bene cos’è l’edilizia convenzionata. A prezzi bassi fornisce case con accessori di qualità ridicola, porte, pavimenti, serramenti, finiture, che si è costretti a cambiare, così i 1900 euro al metro quadrato diventano 3000.

Con il vostro progetto quanto costerebbe la casa?

Alla cifra dell’edilizia convenzionata, 1900 euro al metro quadrato, si può avere una casa di lusso, e con buoni guadagni per chi la costruisce. Noi pensiamo a un condominio, con struttura in legno, al massimo di quattro piani, con consumo di energia pari a zero.

Il legno dà l’idea di una struttura poco resistente.

Le aziende che costruiscono queste case hanno superato il test di Kobe, in Giappone. Là hanno costruito in laboratorio un prototipo di casa di legno, che viene sottoposto a un terremoto simulato di grosse proporzioni. Se non si supera quel test non si può costruire.

Quando parla di noi a chi allude?

Siamo un gruppo di amici, sette famiglie, vorremmo andare a vivere in un condominio di tre piani, alloggi di circa 110 metri quadrati, due per piano più uno mansardato. Il costo con accessori di prima qualità sarebbe di 1400 euro al metro quadrato.

Che caratteristiche avrebbe la casa che ha in mente lei?

Materiali che non abbiano conduzione termica, recupero delle acque piovane e di quelle bianche per lo sciacquone del bagno, ad esempio, geotermico, domotica, portoncini blindati, nessun impianto di riscaldamento né di raffreddamento, alta vivibilità, nessuna allergia.

Addio cemento dunque.

Cento anni fa si costruiva meglio, poi è arrivato il cemento armato che ha dato la casa a tutti, ma malsana, case veloci da costruire che spesso hanno rovinato la vita di chi ci ha vissuto. Certo il cemento dà una libertà di progettazione enorme.

Se la casa dei suoi sogni costa così poco, perché non riesce a costruirla?

Perché mi manca il terreno. Con i prezzi attuali dei terreni edificabili, non ce la faccio. Ce la farei se andassi in campagna, nel Cuneese o nell’Astigiano, ma io lavoro a Caselle.

Torniamo ai suoi colloqui con i sindaci. Che cosa le hanno risposto alla richiesta di un terreno?

Ho chiesto la concessione di terreni edificabili per la durata di 99 anni, mi hanno risposto che non ce ne sono, salvo poi vedere dopo quindici giorni aprire un cantiere, oppure che con i prezzi dell’edilizia convenzionata si butta giù il mercato.

Ci vorrebbe forse un’entratura politica.

Ma io faccio anche politica, sono iscritto al Pd, e mi sono rivolto a sindaci dello stesso partito.

Dove lo sta cercando il terreno?

Tra Rivoli e Torino, non importa dove.

Quali speranze ha?

L’ideale sarebbe trovare un privato con un terreno con una grande superficie edificabile. Se fa costruire una casa di dieci appartamenti il costo del terreno suddiviso per i proprietari diventa accettabile. Oppure sperare che un costruttore veda un po’ oltre e capisca che se vuole lavorare bene per i prossimi 40 anni, deve cominciare oggi a ragionare in questi termini. Perché domani queste case saranno una necessità.

Si veda nella casa dei suoi sogni. Quali spese avrebbe?

Acqua e telefono.


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