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Giovanni Segantini e i pittori delle montagne


Chi si recherà in Valle d’Aosta, per le vacanze estive non potrà mancare di visitare l’interessante mostra allestita al Museo Archeologico Regionale di Aosta fino al 24 settembre: ” Giovanni Segantini e i pittori delle montagne”. Il progetto espositivo voluto dall’Assessorato dell’Istruzione - Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta, e curato da Filippo Timo e Daniela Magnetti. “Per una Regione come la nostra - scrive nel saluto istituzionale del catalogo l’Assessore all’Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle D’Aosta – i pittori della montagna sono gli interpreti autentici del territorio alpino e i loro dipinti rendono omaggio alle bellezze paesaggistiche, alle vette innevate, ai villaggi rurali, come alle comunità montane”. Il percorso delle opere proposte in mostra si compone in sette sezioni sulla pittura di montagna a cavallo tra il XIX e il XX secolo, limitando la propria attenzione agli artisti italiani, i quali hanno svolto lavori dedicati al paesaggio dell’arco alpino dal Piemonte al Trentino. Accanto ai capolavori di Giovanni Segantini, le cui scelte sono cadute sui quadri eseguiti nell’età giovanile quando il pittore risiedeva in Brianza, uno di questi è la splendida tela ad olio: “la raccolta dei bozzoli” (1882-1883). Nel percorrere le sale potremmo ammirare vedute estive, scene di vita campestre, paesaggi antropizzati, laghi, tramonti, notturni, vedute di paesaggi innevati capolavori eseguiti da una cinquantina di artisti a partire da Vittore Grubicy, Emilio Longoni, Baldassarre Longoni, Carlo Fornara, Giuseppe Pelizza da Volpedo, un altro grande maestro del divisionismo presente in mostra è l’alessandrino Angelo Morbelli con l’opera “Vasi di gerani”. 

Nella tela viene riportata la veduta montana, ”vera protagonista della scena” incorniciata fra i sostegni della tettoia e la ringhiera della terrazza, mentre i vasi di gerani quasi scompaiono in una posizione che, più geometricamente centrale, e quasi periferica dell’artificio del dipinto. Seguono altri quadri di Lorenzo Delleani, Cesare Maggi, Leonardo Roda (con il quadro eseguito nel 1910 “Il Cervino”), fino a giungere a Fortunato Depero.











La mostra riserva poi uno spazio particolare a Italo Mus, il più importante dei pittori valdostani fra Otto e Novecento con cinque opere. Il ricordo di Italo è dovuto in quanto quest’anno ricorre il cinquantesimo anno della scomparsa. Filippo Timo curatore dell’esposizione:“ Oltre alle opere di questi maestri trovano posto i dipinti di almeno tre generazioni di altri artisti che, pur non avendo incontrato tutti la grande notorietà, hanno saputo instaurare un dialogo coi capifila, divenendo anch’essi partecipi di una pagina importante della storia dell’arte italiana”. L’altra curatrice della mostra Daniela Magnetti nel saggio del catalogo scrive:” Il viaggio che ha portato gli artisti sin quassù è frutto di un faticoso“andare verso”, di un lento percorso di avvicinamento, fatto di repulsione e di attrazione, di verità e di leggende, scandito dai tempi della storia. E’ questo il viaggio che seppur brevemente, desidero raccontare”. La mostra “Giovanni Segantini e i pittori della montagna”, è corredata da un catalogo bilingue (italiano-francese) riccamente illustrato. con saggi di Annie - Paule Quinsac, Filippo Timo, Daniela Magnetti, Daria Jorioz, Marco Albino Ferrari, Maurizio Scudiero, Luca Minella e Beatrice Buscaroli. Il volume è pubblicato dalla Skira.

Gianfranco Piovano