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TORINO - 03/04/2017pagina dei libri

1200 stemmi dei Comuni del Piemonte nel libro del Consiglio Regionale

I due volumi lo “STEMMARIO CIVICO PIEMONTESE” pubblicati dal Consiglio Regionale del Piemonte (in vendita presso l’URP € 18.00) ci permettono sulla base della ricca documentazione iconografica con qualche insolito commento interessarsi dell’affascinante mondo dell’araldica,del Piemonte. Il Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Mauro Laus nell’introduzione dei volumi scrive:” Attraverso gli stemmi dei comuni, si ricostruisce in questo modo tutta una storia di vitale importanza, individuando eventi che concorrono a comporre l’ossatura della più grande storia di una nazione o di un continente”. Mentre Paolo Edoardo Fiora di Centocroci, nella presentazione dell’opera traccia la storia degli stemmi, indicando come sono nati , e come i comuni se ne sono dotati, cercando di raccontare nel loro spazio la propria storia di ognuno esaltandone le tradizioni, per attrarre con le bellezze le curiosità di coloro che vivono al di fuori. Il Piemonte è composto da milleduecento comuni. L’opera, giustamente, inizia riportando lo stemma della Regione Piemonte che riprende l’antico stemma subalpino, risalente al 1424. Il lambello azzurro ricorda con le sue tre gocce, le tre casate che avevano governato il Piemonte: gli Angiò, gli Acaia i Savoia. Alcuni comuni si dotano di stemmi riportando a chiare lettere il proprio nome, altri paesi si sono dotati di uno stemma assolutamente parlante con la propria immagine, molto spesso nei tempi passati il primo cittadino ha deciso di utilizzare l’immagine della costruzione che dal medioevo, dominava il panorama locale, che sovente era il castello o la torre rimasta del maniero, come baluardo. Altri stemmi riportano i personaggi mitologici. Le croci nell’araldica degli stemmi sono un altro simbolo che sovente vi si trovano, essi ricordano monasteri, o di partecipazione del determinato comune alle partecipazioni delle Crociate, o da dipendenze di famiglie e poteri che avevano nel loro stemma la croce come i Savoia . Non solo la storia occupano gli stemmi del Piemonte molti comuni hanno scelto come rappresentanza l’albero. Scelta comprensibile e condivisibile, se si tiene conto di quanti comuni si rifacciano, nel nome ad una pianta. Data la natura del territorio piemontese, non potevano mancare negli stemmi comunali le montagne. La fantasia si è poi scatenata anche con gli animali, molti appaiono negli stemmi. Dalle croci ai santi, come si vuol dire, il passo è breve e diversi Comuni, riportano nello stemma il loro santo protettore. Anche le parti del corpo umano come: gli occhi e le orecchie sono ripresentati nello stemmario regionale. La produzione agroalimentare, il lavoro vengono riprodotti sugli stemmi. Sorprende sfogliando il volume sullo “Stemmario civico piemontese”, una regione come il Piemonte che non si affaccia sul mare trovare sul gonfalone le barche o le ancore è qualcosa d’insolito. Una pubblicazione degna di considerazione per capire la nostra storia della nostra regione sempre più misteriosa e affascinante.

Gianfranco Piovano



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