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TORINO - 07/07/2016L'INTERVENTO DI...

FAMIGLIA O FAMIGLIE?

Vito Piepoli

A Torino, non si potrà più neppure parlare di “famiglia”, perché il nuovo potere ha appena annunciato di volerne abolire anche il nome.
Ad esprimersi in questi termini è il Popolo della Famiglia, che ha preso atto che la prima vera dichiarazione politica della giunta del nuovo sindaco Appendino è quella di cancellare da ogni atto amministrativo cittadino il nome “famiglia” per sostituirlo con un non meglio identificato “famiglie”, in aperta contraddizione con la Costituzione italiana.
La nostra Carta Costituzionale infatti, fa notare il PdF, afferma all’articolo 29 che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.
Invece, sempre secondo il Popolo della Famiglia, la nuova repubblica grillina istituita a Torino ha deciso che la famiglia – femminile singolare - riconosciuta dalla Costituzione non esiste più e che essa è sostituita da un concetto tutto nuovo – le “famiglie” – definite a totale arbitrio del potere.
Oltretutto, c'è da pensare di peggio: chissà se in questa nuova definizione entreranno anche le “famiglie” volute dal deputato grillino Carlo Sibilia, ovvero quelle “di gruppo” con tre o più sposi e quelle “interspeciste” tra uomini e altre specie.
Questa è la risposta della nuova amministrazione ad una Torino con la natalità ai minimi termini ed in piena emergenza educativa, cioè quella di abolire il nome stesso dell’unica realtà in cui ogni essere umano è generato alla vita, la famiglia, e farne un soggetto debole, confuso e definito dal potere.
Il Popolo della Famiglia si oppone con fermezza a questo ennesimo attacco all’unica famiglia esistente e riconosciuta dalla Costituzione, quella formata da un uomo e una donna e aperta alla vita, alla normale procreazione naturale.
Per questo motivo, sabato 16 luglio alle ore 15 manifesterà in piazza Palazzo di Città davanti al Comune, sventolando la Costituzione e gridando ad alta voce che, anche a Torino, “esiste una sola famiglia, quella in cui ognuno nasce”.
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