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MILANO - 28/12/2015INTERVISTE

VIA MANZONI 25

Metti una sera a Milano. Metti uno splendido appartamento in pieno centro. Metti pellicce, brillanti, bollicine rosè e panettoni artigianali. Metti che il campanello suona e arriva una splendida Valeria Marini, di rosso vestita. Metti ospiti glam e blasonati. Metti principesse, principi, contesse e conti. Sono ospite di Pierre Prandini nel suo atelier milanese,GP JEWELS&FUR. Un lussuoso appartamento al terzo piano di via Manzoni 25. Il posto è davvero bello. Luminoso, accogliente, giovane e glamour. Tra gli ospiti, Valeria Marini, l'avvocato Giovanni Giordano d'Altavilla, titolare del brand Lunanera Food&Beverage, Raffaello Tonon, il makeup artist delle dive Pablo Ardizzone, Marinella Di Capua, lo scrittore Marco Rettani autore di “Non Lasciarmi Mai Sola” edizioni Mondadori, Marina Cicogna, la principessa Francesca Lovatelli Caetani giornalista blog fashion e trend setter, Daniela Azzola, Olivia Muraglia, Serena Biella e Chiara Giudici di Double Malt, Paola Boscolo con il marito Davide Bertellini, Pinuccia Negri con suo marito Adelio, Santo Pirrotta. Il buffet è interamente curato da LunaNera Food&Beverage. La Casa fondata nel 1720, ha offerto agli ospiti tra i suoi vini, uno spumante rosè, Colli Vicentini, un blend di Pinot nero e Chardonnay e speciali panettoni artigianali, fatti con grano siciliano di Agrigento e ripieno all’albicocca, alla mela, mandorlato siciliano, al cioccolato di Modica e pistacchio di Bronte, prodotti dal Principe Don Giovanni Giordano D’Altavilla.Intervisto Pierre Prandini al termine del cocktail natalizio. Si prende una sigaretta, qualcosa da bere.

Finalmente Pierre è tutto per me. Pierre è visibilmente soddisfatto.

Pierre, lei è definito da molti lo stilista di pellicce di Valeria Marini e di altri vip. Cosa c'è nelle sue pellicce che le fa diventare uniche e desideratissime?

«Le mie pellicce sono capi unici, artigianali e disegnate da me stesso, fatte con le migliori pellicce esistenti sul mercato ma riviste in chiave giovane».

Tra i suoi capi più venduti vi sono le pellicce colorate. Capi lussuosi per ragazzi?


«Esattamente, ho voluto reinterpretare il capo pelliccia facendolo diventare un capo da indossare ventiquattrore al giorno o per lo meno dalla mattina alla sera. Le mie pellicce possono essere indossate da signore elegantissime ma anche da ragazze e da ragazzi che amano vestire in maniera sofisticata e glam».

Vuole dirmi che tra i suoi clienti vi sono anche uomini?

«Assolutamente sì. Sono tra i pionieri della pelliccia for men e me ne vanto. Un uomo in pelliccia può essere altrettanto fashion ed elegante di una donna. Mi creda, ancora qualche anno e questo concetto diventerà un must. Sono tra i primi ad andare in giro con bellissimi visoni».

Che cos'hanno i suoi capi di così diverso dagli altri?

«Sono fatti da me, disegnati e studiati con i clienti che in un rapporto confidenziale cerco sempre di consigliare».

Anche lei è un amante dei capi extra large?

«Assolutamente no. Cerco con i miei capi di esaltare la bellezza e la femminilità. Sono l'esatto contrario della moda che nasconde le curve femminili seducenti».

Pierre, a trentanove anni lei sembra avere raggiunto tutto quello che un ragazzo può desiderare. I suoi fatturati farebbero invidia a chiunque.

«Fortuna unita al talento naturale, non potrebbero esserci senza il mio entourage. Senza il mio mondo non potrei davvero creare nulla. La mia famiglia in primis. Ma anche Carlo il mio fedele braccio destro e Francesca Lovatelli Caetani, il mio indispensabile ufficio stampa».

Milano per un ragazzo di Brescia è ancora il traguardo per la moda italiana?

«Assolutamente sì. Il mio indirizzo sta nel cuore di Milano in via Manzoni 25».

Pierre è davvero un ragazzo speciale. Un talento incredibile.Il suo atelier è davvero l'esternazione di quello che lui è: luce, entusiasmo, leggerezza unita ad eleganza ma anche umiltà e giovinezza. Lascio Pierre con l'immagine dei suoi occhi che brillano come i suoi gioielli.

Dopo aver incontrato Pierre incontro l'avvocato Giovanni Giordano d'Altavilla titolare del marchio Lunanera Food&Beverage, ideatore di un marketing innovativo.

Avvocato che tipo di pubblicità fa girare su internet?

«Una pubblicità deve essere geniale se si vuole vendere, non i soliti messaggi usati. Io sto parlando di prodotti lussuosi. Senza fare i fenomeni, una campagna di pubblicità si deve basare sulla veridicità da parte dei produttori e senza trucchi».

Mi aiuti a comprendere meglio questo messaggio.

«Io so di non essere il primo produttore di vino, olio e agro-alimentare, ma dovrei preoccuparmi di questo?».

Qual è la lezione che si cela dietro a questo messaggio-immagine con le sue etichette che associano belle donne?

«Una campagna deve essere vera ed avere un unico obiettivo, vendere il prodotto».

E quindi quale strategia utilizzate per farla nei migliori modi?

«A differenza di tutte le case produttrici di vino, olio o alimentari, che vantano pregi, caratteristiche e benefici dei loro prodotti come se fossero gli unici, ma che stufano e sono tutti uguali, ho preso un punto di vantaggio sulla debolezza visiva del massimo numero di clienti del nostro prodotto in oggetto e ne ho tirato fuori un messaggio pazzesco, che lascia passare in secondo piano tutto il resto, non ci sono prese per il fondello, ma semplicemente la verità nuda e cruda: “Sai che ti stiamo vendendo del vino, olio e prodotti di lusso, ma che non siamo i primi. Ma davvero vuoi evitare di comprare una bottiglia per questo stupido motivo? Con l'associazione di una immagine femminile il messaggio risuona allo stesso identico modo:"Hai visto che bella questa signorina? E' ovvio che non siamo i primi, ma davvero rinunci a lei per questo futile motivo? Questo messaggio ha fatto boom, abbiamo vinto! Ecco il punto. Se sei un professionista o un imprenditore, per impennare le vendite in maniera devastante, dovrai assolutamente mettere al tuo arco questa nostra potente freccia e regalare come regali aziendali i prodotti LunaNera. Quello che devi fare è semplicemente colpire la debolezza del tuo potenziale cliente, che automaticamente neutralizzerà le sue difese, preparando la propria mano a strisciare la sua carta di credito per comprare da te il tuo prodotto. Mentre tutta la tua concorrenza cerca di inventare le proprietà dei propri prodotti, cercando di fare fesso il potenziale cliente, tu dici le cose come stanno e ti accorgerai che dopo tutto, il resto passerà in ultimo piano».

Questo è uno dei segreti che ha utilizzato da subito?

«Ho avuto sei anni per avere spunti di crescita del mio business. Siamo i migliori? Questo non possiamo dirlo noi, non abbiamo questa presunzione, lo dice il mercato. Sicuro è, che ti diremo tutto ciò che sappiamo sul nostro prodotto, perché ci teniamo a creare un flusso di clienti soddisfatti al 1000% di quanto apprendono da noi, come già sta avvenendo con i primi 800 imprenditori che acquistano i nostri vini come regali aziendali per pubblicizzare i loro prodotti, la loro azienda,la loro attività».

Pierre Prandini e l'avvocato Giovanni Giordano D’Altavilla. Due geni creativi, due brand che mettono nel mercato i loro prodotti, per lasciare un segno.

Gabriella Serravalle



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