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TORINO - 05/05/2014SPORT

E' QUI LA FESTA? SOLO UN ASSAGGIO

«Terza volta campioni d'Italia: grazie Catania!», grida esultante un ragazzo con al collo la sciarpa bianconera uscendo da un bar di zona San Donato. Il film di questa domenica di festa inattesa potrebbe iniziare proprio con un fotogramma del genere.

Al Cibali la Roma, seconda in classifica, è appena stata sconfitta a sorpresa per 4-1 dal Catania, così quando mancano solo due partite alla fine del campionato il distacco di otto punti dalla Juventus diventa insormontabile. La squadra allenata da Antonio Conte vince il suo terzo titolo consecutivo inaspettatamente, senza nemmeno giocare la sua partita. La festa può iniziare.

Sotto il cielo azzurro di una splendida giornata di maggio, mentre Torino è alle prese con una “tempesta” di polline, sui corsi cittadini cominciano a sfilare auto e moto strombazzanti. Per il popolo di fede bianconera, in quello che è ormai diventato un appuntamento fisso in questi giorni dell'anno, è di nuovo arrivato il momento di festeggiare un tricolore. Il trentesimo per la Federcalcio, il trentaduesimo per gli juventini che non hanno mai dimenticato i due titoli sottratti nel 2006 e che già due anni fa avevano fatto proprie le desiderate tre stelle. Comunque sia è lo scudetto che scaccia la delusione per la recente eliminazione subita dal Benfica nella semifinale di Europa League, ma soprattutto è il trionfo che va a completare una tripletta di successi in campionato che entrerà nella storia del club. Era infatti dai tempi dello storico quinquennio 1931-35 che la Juventus non riusciva a mettere in bacheca così tanti titoli consecutivi. Ci è riuscita la squadra di Antonio Conte grazie a ben diciassette vittorie - fino ad ora – nelle gare giocate in casa e solo due sconfitte esterne. Bastano questi dati salienti per riassumere un campionato che i bianconeri hanno dominato dall'inizio alla fine.

Il sole è ancora alto quando centinaia di persone si riversano in piazza San Carlo e i giocatori vengono visti esultare nel ritiro di Leinì. Ma è solo l'antipasto della grande festa che ci sarà a Torino il 18 maggio, quando la federazione consegnerà la coppa dello scudetto e tutta la Juventus sfilerà per le vie del centro su un pullman scoperto. Intanto però un ragazzo con in mano una bandiera bianconera si è già arrampicato sul Caval ed brons, la statua simbolo delle vittorie juventine. Sotto, la piazza si riempie pian piano. I tifosi inneggiano a Conte, al mai dimenticato Del Piero e se la prendono contro gli avversari di ieri e di oggi, in primis i “cugini” del Toro a cui la piazza dedica vari sfottò. Ma ce n'è anche per il Napoli di De Laurentiis, fresco vincitore della Coppa Italia, bersaglio anche dei soliti cori non opportuni.

Spuntano i venditori di gadget e bandiere, mentre quelle enormi degli ultras si fanno largo tra la folla. Su le mani, la gente di Madama manda un pensiero al tecnico della Roma: «Salta con noi Rudi Garcia!».

Il tutto dura non più di due ore. Quando il TG1 si collega con Torino, piazza San Carlo è già deserta. La festa, quella vera, ci sarà solo tra due settimane.

Massimiliano Ferraro


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