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CALCIO - 14/02/2013SPORT

La Juventus torna Signora anche in Europa

Nel giorno dell'esordio di Antonio Conte in Champions League seduto sulla panchina della Juventus, Madama riprende dall'armadio il suo abito migliore, lo indossa e dimostra nuovamente all'Europa calcistica di essere tornata bella come lo era stata un tempo. Il campionato di serie A vinto la scorsa stagione senza perdere neanche una partita non è stato un caso, ormai è un dato di fatto. La Vecchia Signora, rientrata nell'élite del pallone direttamente dalla porta principale, aveva recentemente dirottato in Europa League il Chelsea campione in carica e sculacciato a casa loro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk. Il 3-0 con il quale ha appena liquidato gli scozzesi del Celtic in Scozia è stato fragoroso quanto quello rifilato al club di Abramovich a Torino il 20 novembre 2012. Dopo le delusioni dello scorso gennaio, in questo mese di febbraio la Juventus ha giocato ben tre gare in dieci giorni, vincendole tutte e segnando la bellezza di sette reti. Buffon è stato trafitto in una sola occasione, su un tiro - peraltro deviato da un proprio compagno di squadra - scagliato dal clivense Théréau. Il fascino dell'eliminazione diretta è superiore a quello della fase a gironi: la posta in palio in soli centottanta minuti rappresenta un passaggio al turno successivo o l'arrivo in Paradiso, giusto per usare una delle citazioni dantesche che piacciono alla Signora e che tanto fanno arrabbiare i Della Valle. Le principali insidie della gara al "Celtic Park" erano legate alla carica emotiva che l'ambiente avrebbe potuto trasmettere agli avversari e al rischio che il pallone potesse scottare tra i piedi di qualche bianconero. Tra le fila juventine, infatti, non mancavano i debuttanti in un ottavo di finale della Champions League. Al termine dei novanta minuti di gioco alcuni di loro sono stati poi eletti tra i migliori in campo. I limiti tecnici degli scozzesi erano noti in partenza, così come aveva fatto notare Conte nelle ore che avevano preceduto il match: "Come loro, anche noi siamo degli outsiders, e come loro vorremmo andare il più avanti possibile".
Forse si poteva tacciare il tecnico leccese di eccessiva prudenza, fatto sta che per la Juventus è stato meglio tornare in Italia con il sorriso sulle labbra piuttosto che con le preoccupazioni di non poter sbagliare nulla nel prossimo appuntamento previsto a Torino tra tre settimane. Il largo successo esterno libera la mente degli uomini di Conte dalle tensioni che solitamente si accumulano nei doppi confronti di andata e ritorno, a tutto vantaggio del suo cammino in serie A. A proposito di ritorni: a breve torneranno a completa disposizione dello stesso allenatore sia Asamoah che Chiellini, due giocatori le cui assenze si sono avvertite parecchio nell'ultimo periodo. Se le reti di Marchisio sono diventate una continua conferma del talento del centrocampista fatto e cresciuto in casa, quelle di Matri e Vucinic stanno colmando la lacuna di un goleador della stazza di Trezeguet, il fuoriclasse che curiosamente era entrato nel tabellino dei marcatori anche in occasione dell'ultima sconfitta patita dalla Juventus in Europa.
Era il 18 marzo 2010: allo stadio “Craven Cottage” di Londra il Fulham, allora guidato da Roy Hodgson, aveva piegato Madama col risultato di 4-1, eliminandola dall'Europa League.
Sono passati tre anni da quei momenti. L'attuale commissario tecnico della nazionale inglese, in tribuna a Glasgow, avrà notato l'assenza del francese, così come la differenza tra questa Juventus e quella che aveva incontrato lui. Quella era soltanto Vecchia, questa è Signora più che mai.
Thomas Bertacchini

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