Leonardo
Bonucci
in curva per assistere alla partita contro la Fiorentina in compagnia dei
tifosi bianconeri, Antonio Conte
chiuso in un box in tribuna, Asamoah in Africa, Chiellini infortunato... Col
senno di poi lo “Juventus Stadium” non dava l'idea di essere quell'Inferno
dantesco citato (e promesso ai viola) nel video di presentazione dell'incontro
pubblicato sul sito internet della Vecchia Signora. Madama non si è preoccupata
più di tanto del fatto che la sua ironia non è stata compresa o comunque
apprezzata dagli ospiti. Ha indossato come se nulla fosse le scarpette da
gioco, segnato due reti (una pure scalza) e portato a casa i tre punti
necessari per tenere a debita distanza in classifica Napoli e Lazio. In verità
soltanto la squadra di Mazzarri, perché quella di Petkovic - dopo l'anticipo
serale disputato in questa ventiquattresima giornata - si trova ormai
lontanissima dai bianconeri. Undici punti di distacco dalla vetta sono
obiettivamente troppi per coltivare qualsiasi sogno tricolore, così come ha
avuto modo di affermare il suo allenatore nella pancia dello stadio “Olimpico”:
“Per il titolo ora non dipende più da noi”.
Per conquistare il campionato ci
vogliono continuità di risultati, di gioco ed un equilibrio mentale che ti
consenta di vivere con naturalezza anche i momenti negativi. Oltre, ovviamente,
a quel pizzico di fortuna che non guasta mai. La Juventus che sembrava aver
sbaragliato la concorrenza lo scorso dicembre ed essersi poi lasciata sfuggire
il tricolore a gennaio, adesso accelera l'andatura osservando il Napoli
diventare sempre più piccolo sul suo specchietto retrovisore. Ventotto scudetti
ufficiali e trenta vinti sul campo, però, insegnano a non scordare che soltanto
la certezza matematica di essere irraggiungibili in cima alla classifica può
consentirti di abbassare la guardia. Sino a quando non arriverà, è giusto
lasciare i sogni di vittoria ai propri tifosi e quelli di sconfitta a tutti
coloro i quali cercano da mesi un'anti-Juve che riesca ad aggiungere un po’ di
sana competizione questa serie A.
L'attacco di Madama, il suo punto
debole, per una sera ha funzionato come il resto della squadra. Per scovare
un'altra gara dove il reparto offensivo si è rivelato decisivo bisogna tornare indietro
nel tempo sino allo scorso 21 dicembre, quando sul neutro di Parma furono
ancora Matri (doppietta) e Vucinic a regalarle il successo contro il Cagliari. Quella
partita era terminata 3-1, così come era accaduto nella prima occasione in cui
l'attaccante di Sant'Angelo Lodigiano aveva incontrato la sua ex-squadra: era
il 5 febbraio 2011, anche quella volta allo stadio “Sant'Elia” Matri mise a
segno due reti. La terza la realizzò Luca
Toni, compagno di squadra nel passato ed avversario nel presente con la
maglia della Fiorentina. Salutati i viola adesso Madama è volata a Glasgow.
Laddove le serviranno sicuramente entrambe le scarpette. E, forse, pure
l'elmetto.
Thomas
Bertacchini