Sta per iniziare un nuovo fine settimana
calcistico in serie A, terza e ultima tappa di avvicinamento allo scontro
diretto del "San Paolo" tra il Napoli e la Juventus previsto per il
prossimo 1 marzo. La squadra di Mazzarri, detentrice della Coppa Italia, farà
visita alla Lazio, finalista nell'attuale edizione del torneo. Dal canto suo la
Vecchia Signora ospiterà la Fiorentina nell'ultima gara che precede la ripresa
della Champions League.
La gara disputata a Firenze nel girone
di andata si era trasformata nella prima battuta d'arresto per Madama, capace
di ottenere - sino ad allora - quattro vittorie in altrettanti incontri di
campionato. Il pareggio racimolato allo stadio "Artemio Franchi" non
aveva comunque interrotto la sua lunghissima serie positiva (che si sarebbe poi
fermata il successivo 3 novembre), nonostante i viola fossero andati vicini
alla vittoria in più riprese durante i novanta minuti di gioco. Quella con gli
uomini di Montella era stata la quarta partita giocata dai bianconeri in soli
dieci giorni tra serie A (Genoa, Chievo e la stessa Fiorentina) e Champions
League (Chelsea), motivo per il quale un po’ di stanchezza da parte del gruppo
guidato dal duo Carrera-Conte era facilmente prevedibile. In quest'occasione,
invece, la sfida tra le due formazioni è capitata a sole settantadue ore di
distanza dalla prossima trasferta di Glasgow, laddove i bianconeri cercheranno
di gettare le basi della qualificazione ai quarti di finale della massima
competizione europea. Una cosa (e una gara) alla volta, però. Per la Juventus,
nel corso del tempo, quello contro la Fiorentina è diventato una sorta di
"derby", condito costantemente da piccole punzecchiature e grandi
polemiche che ne hanno alimentato la rivalità. La Vecchia Signora che oggi
reclama la terza stella vinta sul campo si era aggiudicata la seconda dopo un
testa a testa con i viola nel campionato 1981/82. William "Liam" Brady aveva realizzato la rete decisiva a
Catanzaro (su rigore) nella stessa giornata in cui i gigliati protestarono con
forza per un gol annullato a Francesco
Graziani sul terreno del Cagliari. Franco
Zeffirelli aveva affermato di aver "visto Boniperti mangiare
noccioline in tribuna, sembrava un mafioso americano". Dalla Sardegna le
discussioni divamparono velocemente in tutto il resto d'Italia.
Da Roberto
Baggio a Jovetic, passando per la contesa di una Coppa Italia (1990) e gli
striscioni e i cori di alcuni sostenitori viola sui caduti dell'Heysel, da
allora in poi i momenti di tensione tra le società non sono quasi mai mancati.
Ora che non è più tra noi l'Avvocato Agnelli vengono a mancare anche le sue
battute, come quella che rilasciò una volta proprio su Zeffirelli: “È un grande
regista. Ma quando parla di calcio non lo sto nemmeno a sentire”. Diego Della Valle, il presidente
onorario dei viola, recentemente lo aveva ricordato a modo suo: “Della famiglia
Agnelli è rimasto ben poco, sono rimasti dei ragazzi che non sono grandi
lavoratori, ma è con loro che bisogna parlare. E per farlo bisogna andarli a
cercare in qualche discoteca”. La risposta dell'ultimo rampollo della dinastia,
Andrea, non si era fatta attendere: ”È una battuta, forse riferita anche
all’età: c’è chi ci va in discoteca, chi no. Non è che io la frequenti troppo,
però l’ultima volta mi sono decisamente divertito: ero lì per la festa
scudetto. Auguro anche a Della Valle di andarci presto per festeggiare
qualcosa…”. Naturalmente non era mancata una controrisposta, stavolta da parte
di Andrea Della Valle: “Lasciamo
stare le fesserie di Marotta su Berbatov e le battute di Agnelli sulla
discoteca. Quest'anno sono 30 anni da quello 'scudetto' virtuale del 1982.
Speriamo di tornare in discoteca. Festeggiamo quello scudetto dell'82, perché
tutti ce lo sentiamo sul petto”.
Quando non si incontrano sul campo e non
incrociano pericolosamente le proprie strade nelle trattative di mercato, per
battagliare tra loro non restano che le parole. Alla Juventus, in Italia, non
capita soltanto con i gigliati, così come aveva avuto modo di rimarcare lo stesso
Andrea Agnelli tempo addietro: "Gli anti-juventini sono tanti e ci odiano,
ma noi facciamo di tutto per prevalere". Ha ragione, basti pensare che la
successiva gara di campionato vedrà Madama giocare a Roma contro i giallorossi:
anche se non c'è più Zeman, la rivalità tra le due squadre è forte. Poi, come
detto, sarà la volta del Napoli, dell'Inter (trentesima giornata), del Milan
(trentatreesima) e del Torino (trentaquattresima), per quello che è il “vero”
derby di Madama.
Anche se, riflettendoci, viene da
pensare che le partite speciali sono soprattutto quelle che gli avversari
giocano contro di lei.
Thomas
Bertacchini