«Sono 30 campionati vinti sul campo, nessuno ce li
toglie. La terza stella? I tifosi avranno una sorpresa». Andrea Agnelli è stato di parola e due
giorni dopo la frase sibillina pronunciata all'indomani della conquista dello
scudetto, stendardi tricolore con le tre stelle e il numero 30 sono comparsi
sulla facciata dello stadio e su quella della sede della società bianconera. Un segnale importante quello lanciato
dal numero uno della Juventus in attesa che la Federazione dica la sua in
maniera definitiva sulla possibilità che i torinesi possano scendere in campo
nella prossima stagione con le tre stellette puntate sul petto. Il dubbio verrà
sciolto prossimamente, ma intanto in casa Juve il 30 comincia ad essere un
numero familiare. Era stampato persino sulle bottiglie di spumante aperte dai
bianconeri dopo la decisiva partita vinta a Trieste contro il Cagliari: «Lo
abbiamo scritto anche sull'etichetta delle bottiglie, perché 30 sono quelli che
abbiamo vinto. È lo scudetto numero 30, assolutamente». Passata l'euforia del momento, il
dirigente bianconero ha voluto sottolineare che la questione delle tre stelle è
valutata dalla Juventus con molta attenzione: «Per noi è un fatto di grande
rilevanza quello di sottolineare un trattamento iniquo rispetto a qualcosa
conquistata sul campo, da ieri in avanti lo affrontiamo con rispetto per gli
sforzi che la società ha fatto, per il blasone che rappresenta e per i nostri
splendidi tifosi».