Per
il terzo anno consecutivo la Juventus disputa una partita di campionato il
secondo giorno del mese di maggio: il bilancio è di una vittoria e due pareggi.
Al di là del risultato finale, l'aspetto che principalmente differenzia le tre
gare in questione è rappresentato - naturalmente - dal loro peso specifico nel
contesto delle rispettive stagioni bianconere. Alla terz'ultima tappa della
serie A targata 2009/10 Madama tornò da Catania dopo aver concluso l'incontro
con un 1-1 che non le impedì di arrivare settima. Stessa musica l'anno
successivo, nonostante il successo esterno di misura conseguito contro la Lazio
grazie ad una rete realizzata da Simone
Pepe. Si trattava della trentacinquesima giornata del torneo.
Di
partita in partita si arriva quindi alla stretta attualità, dove la cronaca del
recente match tra la Juventus ed il Lecce è già passata alla storia. Alcuni dei
protagonisti principali sono stati gli stessi di un precedente scontro tra le
due formazioni avvenuto allo stadio "Via del Mare" il 20 febbraio
2011, quando Luigi Del Neri - seduto
sulla panchina della Vecchia Signora - non riuscì ad evitare la disfatta della
sua squadra in terra salentina. Finì 2-0 per i giallorossi, il secondo dei due
gol venne messo a segno da Bertolacci (ancora lui), mentre Buffon venne espulso
dopo appena dodici minuti dal fischio d'inizio della contesa per essersi
immolato alla causa bianconera toccando con le mani un pallone fuori dell'area
di rigore. La Juventus, momentaneamente sesta in classifica, era lontana di ben
quattordici punti dal Milan fresco vincitore a Verona contro il Chievo per 2-1.
In quella gara i rossoneri passarono in vantaggio grazie ad una rete
palesemente irregolare ad opera del brasiliano Robinho, che al 25' del primo tempo controllò il pallone con un
braccio per poi trafiggere Sorrentino. Considerata l'importanza dell'episodio
nell'economia della partita, alla conclusione dell'incontro scoppiarono
furibonde polemiche. Lo stesso Sorrentino fu uno dei più rammaricati per
l'accaduto: “Basta andare a vedere dove si è sporcato la maglia Robinho per
accorgersi con che cosa ha stoppato la palla”. Dall'altra parte della barricata
il commento di Massimiliano Allegri
fu laconico: “In ogni caso a fine stagione gli episodi pro e contro si
equivalgono”. Con ogni probabilità sarà realmente difficile, se non
impossibile, riuscire a reperire le immagini di quell'azione nel cellulare di Adriano Galliani.
Tornando
alla Juventus, dopo due vittorie consecutive (contro Cagliari e Inter) Madama
aveva quindi miseramente fallito l'ennesima occasione per riportarsi in zona
Champions League. La rabbia del presidente Agnelli esplose il giorno seguente
la disputa del match: “Dopo la gara i giocatori non si sono nemmeno dovuti fare
la doccia”. Quanto accaduto nei mesi successivi è ampiamente noto a tutti gli
appassionati di calcio: l'ennesima rivoluzione ha portato a Torino un nuovo
tecnico ed altri calciatori, i quali avrebbero dovuto imparare dai grandi
"vecchi" la ricetta per tornare al successo. A questo proposito nel
dicembre del 2011 Antonio Conte è
stato esplicito: "Sappiamo benissimo quanto sia importante Andrea per noi
(Pirlo, ndr.), come lo sono Buffon e Del Piero, i fari di questa squadra, le
stampelle su cui mi reggo nei momenti più difficili”. Nel marzo scorso, poi,
Buffon ha ricambiato i complimenti nei confronti del proprio allenatore (“Sin
dal primo giorno ha dimostrato ambizione. Supportata da lavoro duro e
insegnamenti sul campo. Ci ha conquistato e forgiato caratterialmente. Ci hanno
spinto il sudore, la forza e il sacrificio, insieme al nuovo stadio e la voglia
di cancellare due brutte annate"), non dimenticando di raccontare la sua
versione circa i momenti bui vissuti in maglia bianconera: "Arrivavo da un
brutto infortunio e 2-3 errori ci stanno. Ma si sono sommati al periodo
difficile della Juve. Non ho rancore e conosco le regole. Fossi stato il signor
nessuno, certe cose non sarebbero accadute". Dalla storia adesso si
ritorna alla cronaca: mancano due tappe alla conclusione del campionato, non
c'è molto tempo a disposizione per fermarsi a riflettere sugli incidenti di
percorso. Solo chi cade può risorgere. Vale per tutti, anche per i più grandi.
Thomas Bertacchini