Profumo di
scudetto alla Juventus. Una giornata da incorniciare, quella di ieri, che
nemmeno il tifoso più appassionato osava immaginare: il Milan bloccato sul
pareggio dal Bologna, la Juve che stritola la Roma e si porta tre punti davanti
ai rivali, più il bonus per il vantaggio negli scontri diretti. Restano cinque
giornate alla fine del campionato e i bianconeri dovranno affrontare Cesena,
Novara, Atalanta, Lecce e Cagliari. Tutte partite apparentemente facili. Ci
siamo dunque. I giochi sono fatti? Non è proprio così. C’è quell’apparentemente
di troppo, che lascia un velo di dubbio. Quest’anno la squadra di Conte ha
vinto quasi tutti gli incontri con le grandi, ma con le provinciali ha perso
tanti punti per strada. E potrebbe ancora succedere, anche perché queste
provinciali ora hanno bisogno di punti per non retrocedere. Certo la forma
atletica dei bianconeri, la loro condizione, l’adrenalina che dà il traguardo
vicino, l’assenza di infortunati, la convinzione di tutto l’ambiente, tutto fa
pensare che i giochi siano fatti, o quasi. Lo stesso allenatore del Milan
Allegri, che quest’anno non ha mancato occasione per polemizzare su presunti
torti arbitrali, lo ha dovuto ammettere. Insomma, la rinascita juventina sembra
compiuta e comunque soltanto un crollo può far perdere il primato. Quello di
ieri sera con la Roma era considerato l’ultimo ostacolo importante nella corsa
scudetto: i giallorossi sono una rivale storica e sono ancora in lotta per il
terzo posto Champions. Ma la partita non c’è mai stata. Pronti via e la
Juventus si è trovata avanti di due gol, dopo 8 minuti. Due volte Vidal, che
non è soltanto un mastino che recupera palloni, sa anche buttarli dentro, quei
palloni. Juve padrona, come sempre, Roma inesistente, come capita troppo
sovente nella gestione Luis Enrique. Prima della mezzora il rigore che ha
portato il 3-0 e l’espulsione del portiere dei giallorossi. Finita la partita
che non è mai neanche iniziata. Il resto è stato un far passare il tempo per
arrivare alla fine, una superiorità imbarazzante mai sconfinata però
nell’umiliazione. La cronaca riporta ancora il quarto gol di Marchisio, qualche
altro tentativo della Juve non andato a buon fine, lo sfottò di Lichtsteiner
che imita Totti e rivolge agli avversari la mimica del 4-0, lo sputo di Lamela,
i tentativi di Del Piero di arrotondare il suo enorme bottino. Alla fine uno
score insolito, 17 tiri della Juve, zero della Roma. Se non capita qualcosa di
strano, lo scudetto quest’anno torna a Torino. Il profumo è già arrivato.