La mostra di
Palazzo Mathis, promossa dal
Comune di Bra e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bra, in collaborazione con la Regione
Piemonte, la Fondazione Politeama Teatro del Piemonte e la Cassa di Risparmio
di Bra S.p.A., si propone di presentare un ipotetico banchetto, dalle vivande
(tecnicamente le materie prime) fino al menu (la loro consacrazione) passando
attraverso pentole, piatti e fuochi, per finire al desco, plebeo o reale non
importa, purché abbondante e ben servito. L’uomo infatti non si nutre soltanto,
ma mangia e, nel mangiare, non si accontenta di consumare gli alimenti, ma
prima li pensa, conservando nei confronti dei cibi un rapporto religioso e
simbolico. Che gli arriva dal sacrificio biblico, di Abele e di Isacco, che il
Dio degli ebrei gradisce; e dal furto che condannò ad essere divorato
dall’aquila per l’eternità Prometeo, che regalò agli uomini quel fuoco che
permise loro di inventare la cucina. E si fa poi filosofico e culturale: con
Pitagora che promosse la dieta mediterranea, e l’invenzione del cibo da
mangiare per strada, pane e fichi secchi, brevettato da Diogene, antesignano
del sandwich e del big-mac.
Fino a
capire con Feuerbach che “Mann ist, was
er isst” (l’uomo è ciò che mangia).
Attraverso
i quadri, le ricette e i menu, scelti ed accostati nelle dieci sale sì da
formare altrettanti unicum a tema, col solo intento di suscitare emozioni, si
entra nel sofisticato universo del “gusto”. Quello spirituale del palato
gourmet di Brillat-Savarin, le romantiche evocazioni affettive della madeleine
e della ratatouille, da Proust al topolino Remy, o ancora il sapore poliziesco
del coq au vin di Maigret, da sublimare nelle sfumature di viola e liquirizia
del barolo di Orengo.
Ed ecco
al mercato di Vellan il sedano di Chessa e il cardo di Fico, da intingere nella
bagna càuda di Abacuc, da accompagnare con la polenta di Tabusso, le costate
del bue di Ruggeri e i doni del mare di Calandri e Giacomo Grosso.
Da
cucinare con le ricette dei cuochi dei Savoia, e del “Gentilboca soagnà”,
raccontate su raffinati menu parigini fin de siècle.
Da sacrificare e consumare in filosofici boudoir
viziosi: la cucina col putagè di Tabusso e la marmitta sul fornello a gas di
Salvo, la tavola ricca di Quaglino su cui portare aragoste e fagiani ma anche
il pane
e salame di Mario Gosso. Per frutta le mele di Sergio Saroni, le albicocche di
Vacchetti e le pere dipinte sulle pagine dell’Unità da Daphne Maughan Casorati.
E infine gli chantilly di Benedicenti, per una dolcissima trasgressione.
CARTE IN TAVOLA
Il Cibo - la Cucina - il Menu
a cura di Gianfranco Schialvino
Bra - Palazzo
Mathis
Piazza Caduti per la
Libertà, 20
Dal 10 marzo al 1 maggio 2012
inaugurazione sabato 10 marzo ore 18
Orari:
da lunedì a venerdì ore 16 - 19
sabato e domenica ore 10 - 12 e 16 -
20
Scuole
su prenotazione, informazioni presso l’Ufficio Turistico: tel. 0172.430185,