| SAN MAURO - 03/02/2012 | CRONACA |
Pace fatta sulla fascia della discordia
Consiglio
comunale con ben otto punti all’ordine del giorno quello di ieri sera. Si è
discusso di tanti argomenti, tra i quali la nomina del collegio dei revisori
dei conti, la messa in sicurezza di via Settimo (nella quale si procederà ad
una sperimentazione per l’istituzione di una rotatoria), gli orti urbani, gli
orari del cimitero e gli interventi di manutenzione del ponte vecchio e delle
piste ciclabili.
La
questione che però ha tenuto banco e ha scaldato gli animi è stata
l’interpellanza presentata dalla capogruppo dell’Udc Paola Antonetto in cui si chiedeva conto al sindaco, Ugo Dallolio, del perché avesse
indossato la fascia tricolore durante il compleanno della moglie, come
testimoniato da una foto apparsa su Facebook. «Voglio subito dire - esordisce
l’esponente centrista - che la mia non è una rivincita personale. Ma lei,
signor sindaco, ha prestato giuramento e dire che ha indossato la fascia per
far piacere ai suoi figli non è una giustificazione: quella non è la fascia di
Miss Italia. Nessuno la sta accusando di altro, lei è una brava persona e il
suo errore è stato forse dettato dall’inesperienza. Ammetta di aver sbagliato e
per me la questione è chiusa». Il sindaco si è difeso affermando che la foto in
questione era stata scattata ad una festa di natura privata e che, comunque, il
suo comportamento non è stato lesivo né a livello istituzionale, né
inosservante per quanto riguarda la normativa vigente. Da diatriba a due, il
caso è diventato ben presto politico quando - dopo la sospensione della seduta
per cinque minuti - l’interpellanza della Antonetto è stata trasformata in
mozione in cui si chiedeva al Consiglio comunale di censurare il comportamento
del sindaco. Oltre alla Antonetto, si sono aggiunti quali firmatari, anche Riccardo Carosso (Pdl) e il suo
capogruppo Roberto Olivero che ha
sottolineato: «La sua non è una risposta che un sindaco dovrebbe dare. La
fascia tricolore è un simbolo istituzionale: il suo utilizzo in quell’occasione
è stato inappropriato». Simone Capobianco
(Movimento 5 stelle), ha evidenziato: «Bastava che lei, signor sindaco, ammettesse
l’errore. Anche se forse sarebbe stata sufficiente una segnalazione
giornalistica senza portare il caso in Consiglio comunale».
La
maggioranza dal canto suo ha fatto quadrato, difendendo Dallolio. Il capogruppo
del Pd Rocco Del Sonno afferma: «Il
sindaco non è mai venuto meno al suo ruolo e ai valori in cui crede. Voi della
minoranza state utilizzando quella che può essere stata una sua leggerezza per
farne un caso politico. Ma il terreno della politica è altro, per cui dibattiamo
di argomenti politici». Zangari
(Idv) ribadisce: «Il sindaco è una persona perbene e voi volete gettare
discredito su di lui. Evitate queste strumentalizzazioni che sono veri e propri
attacchi sul piano personale. Ritorniamo a parlare di problemi reali». A
chiudere la querelle dopo più di un’ora di discussione ci pensano le parole
concilianti del primo cittadino: «Se qualcuno me l’avesse segnalato, avrei
tolto quella foto. Mi chiedete un uso assolutamente pubblico della fascia? Farò
così. Ma ribadisco: ho fatto una scelta che mi sembrava corretta, valutandola
sul momento. Ho ritenuto che indossare la fascia fosse un modo per spiegare ai
miei figli i valori in cui crediamo, non l’ho fatto per ostentare qualcosa.
Presumibilmente, preso dall’emozione di quegli attimi di festa, ho sbagliato.
Trasparenza per trasparenza, ce lo potevamo dire». Scuse accettate e mozione
ritirata.
Luca
Moccia
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