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TORINO - 01/02/2012tsunami

In salita la riforma delle Circoscrizioni

Marco Fontana

Entro la fine del 2012 la Giunta Fassino presenterà una proposta di riforma delle Circoscrizioni. Ad annunciarlo l’assessore al Decentramento del Comune di Torino, Maria Cristina Spinosa, che non nasconde la complessità dell’iniziativa: “Bisogna porre mano a una riorganizzazione sia di competenze, sia di funzioni, per meglio adattare le unità territoriali alle nuove prospettive che la crisi economica mette in essere, tenendo sempre come riferimento la qualità e l’estensione dei servizi ai cittadini torinesi. Per arrivare a una vera riforma ho intenzione di coinvolgere tutti gli attori del decentramento cittadino, per prime le circoscrizioni”. Sicuramente un impegno importante che però si scontra da un lato con i pesanti tagli che Il Giornale del Piemonte ha denunciato ai propri lettori, dall’altro con un lavoro che, proprio a partire dalla dichiarazione di Spinosa, è ancora tutto da avviare, pur essendo trascorsi sei mesi dall’inizio del mandato elettorale.

La riforma delle Circoscrizioni appare quindi tutta in salita, una salita resa ancor più difficile visto che alla nostra domanda “Riprenderà il lavoro di accorpamento delle circoscrizioni avviato dall’ex sindaco Chiamparino?”, l’assessore si limita ad affermare che “per rispondere in modo efficace ed efficiente le nuove strutture territoriali dovranno essere ripensate nel numero, in modo da rappresentare non solo un significativo numero di cittadini, ma anche una significativa area territoriale. Questo comporterà una cessione di nuove competenze oltre a quelle che già sono state decentrate, ma con pieni poteri di gestione alle nuove strutture di decentramento amministrativo”. Insomma la proposta Chiamparino, e ancora di più quella Tricarico, che avevano fatto molto discutere a metà dello scorso anno non solo paiono ormai archiviate ma viene evitato di parlarne. Un silenzio assordante visto che la precedente Giunta ci aveva lavorato per dieci anni e che ora si ricomincia nuovamente tutto dall’inizio, con una lunga fase di concertazione.

Da comprendere poi come la Giunta Fassino intenderà cedere nuove competenze alle Circoscrizioni laddove i parlamentini locali ormai hanno un bilancio che puntualmente dal 2007 ad oggi viene ridotto a causa delle manovre finanziarie nazionali di almeno il 10% all’anno (nel 2012 il taglio sarà del 20%), risultando ormai del tutto inadeguato addirittura a governare le funzioni già in loro possesso, figuriamoci ad esercitarne di nuove. Peraltro sia la stessa Spinosa, sia l’assessore al Bilancio Gianguido Passoni, che non mancano, in modo politically correct, di affermare l’importanza di questo ente sostengono in modo tranchant come sia impensabile una riforma che preveda bilanci e entrate proprie per le Circoscrizioni. La ragione è semplice: “Non è consentito dalla legge, e non avrebbe senso suddividere le entrate per territorio”. A prescindere che le leggi possono essere cambiate se risultano inadeguate, la domanda principale resta sempre la stessa: se da un lato si continuano a tagliare le risorse, alla faccia del principio di sussidiarietà invocato dai membri della Giunta Fassino, e dall’altro si vogliono aumentare le competenze, come potranno i presidenti delle Circoscrizioni risultare realmente credibili nei confronti dei loro elettori che gli domanderanno maggiori interventi e ricadute sul proprio territorio? Fino a quanto basterà la pacca sulla spalla fornita dall’assessore al Decentramento che giustificando l’ulteriore taglio del 20% del bilancio richiesto per il nuovo anno ai Quartieri ha affermato: “I presidenti, con i quali mi sono incontrata recentemente, hanno accettato i tagli ai loro bilanci in modo responsabile e con la consapevolezza di partecipare a questa difficile congiuntura economica che sta affrontando il Paese e di conseguenza il nostro Comune. Il loro gesto è legato al principio che siamo tutti amministrazione comunale e tutti dobbiamo rispondere a questo momento di difficoltà. La risposta migliore a chi pensa che le Circoscrizioni siano enti inutili o, peggio, solo di spesa. Grazie anche al loro impegno questa amministrazione è riuscita nell’opera di recupero dell’evasione e a garantire la coesione sociale del nostro territorio”. Va bene il momento di congiuntura sfavorevole, ma qualche risposta ai cittadini, alle associazioni del territorio, alle scuole, e alle fasce deboli della popolazione torinese prima o poi dovrà essere data. Quando decine di anziani non possono più partecipare a soggiorni estivi facilitati, diminuiscono il numero di persone adibite ai servizi socioassistenziali, si razionalizzano gli educatori per i doposcuola di quartiere, si diradano gli interventi a favore delle scuole, si lasciano progressivamente da sole le associazioni di via per la promozione commerciale, si centellinano le manutenzioni stradali e gli interventi sui giardini pubblici, qualcuno chiederà conto alla Giunta Fassino.

Poi ci si lamenta che i cittadini non partecipano più all’attività politica, in particolare delle Circoscrizioni. Un controsenso visto che esse nascono come l’ente più vicino e meno politicizzato dell’intera architettura statale. Basterà il seminario che l’assessore Spinosa ci assicura in modo enfatico sarà organizzato a breve, per arrivare a individuare strategie e strumenti che possano essere inserite nella riforma per sviluppare la partecipazione dei cittadini alla vita non solo della propria circoscrizione, ma allo sviluppo di Torino nel suo insieme? O sarà sufficiente l’asciutto diktat di Passoni per il quale “è cambiato il senso della partecipazione. Siamo oggi in presenza di nuovi scenari, di diverse forme di comunicazione e di modi per rappresentare ed essere rappresentati. Occorre adeguare i nostri strumenti alla modernità”? Difficile crederci: i cittadini, da non scordare contribuenti e quindi indirettamente azionisti delle Circoscrizioni e del Comune di Torino, dopo la batosta scodellata con la manovra Monti pretenderanno sempre di più risposte dalla politica e non parole o analisi antropologiche. Risposte che si confida arrivino finalmente nel 2012 come assicurato da Maria Cristina Spinosa. Anche perché dopo circa dieci anni e mezzo di lavori delle amministrazioni cittadine che si sono susseguite in questi ultimi anni e che hanno speso puntualmente molta della propria credibilità sull’argomento in occasione di ogni competizione elettorale, il limite alla pazienza pare essersi quasi esaurito.



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