| TORINO - 18/01/2012 | ATTUALITA' |
Ragazzi, salvate le pile esauste
Non buttare
le batterie scariche: fai un regalo all’ambiente e aiuti a mettere da parte un
piccolo tesoro. Parte domani la campagna ‘Pile esauste a favore dell’ambiente’,
promossa dal Lyons Club di Torino Stupinigi – a cui si sono aggiunti altri sei
Lyons torinesi – con il sostegno di Comune di Torino e Amiat. Nelle scuole
elementari e medie che aderiranno saranno distribuiti contenitori in cui
bambini e ragazzi porteranno le batterie esauste. Lo scopo del progetto è
sensibilizzare i più giovani a rispettare l’ambiente. I contenitori saranno
svuotati periodicamente da Amiat. Altri piccoli contenitori saranno consegnati
ai bambini delle classi quinte della scuola primaria per la raccolta domestica,
coinvolgendo così i genitori. Saranno soddisfatte le prime cento richieste.
“Spero che altri Lyons in Italia seguano la nostra iniziativa – ha detto Aron Bengio, presidente del Lyons Club
Torino Stupinigi, presentando l’iniziativa e ricordando che in Italia ogni anno
vengono vendute 340 milioni di batterie – e non è escluso che l’idea venga
recepita anche all’estero. Abbiamo già avuto scambi di opinioni con alcuni Club
di Belgio e Finlandia”. L’assessore all’Ambiente del Comune di Torino Enzo Lavolta si è detto “soddisfatto”
per questo altro tassello che va ad accrescere la raccolta differenziata, che
nel 2011 si è attestata al 43%, livello più alto tra i capoluoghi di regione. E
la raccolta di pile contribuirà al progetto di Torino Smart City. A questo
proposito Lavolta ha allargato il concetto alla Smart Community, perché “non
esiste una città smart se i cittadini non si sentono smart”. Negli ultimi
quattro anni a Torino si è passati da 36 a 43 tonnellate di pile raccolte. Lo
ha rivelato Maurizio Magnabosco, ad
di Amiat. “E’ aumentato il comportamento civile dei torinesi” spiega
Magnabosco, secondo il quale questo dato ha un valore importante “non soltanto
per questioni di igiene, ma anche per ragioni economiche”. Le pile recuperate,
racconta l’ad di Amiat, vengono portate in un impianto dove subiscono un
processo di frantumazione: viene separato lo scarto e recuperato il materiale
riutilizzabile, come il cadmio. “Che ha un grande valore commerciale – spiega
Magnabosco – e viene venduto ripagando così i costi dello smaltimento”. Dalle
pile usate insomma viene un aiuto all’oneroso servizio del porta a porta.
Roberto Ponte
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