
La
Fiat conferma l'investimento per la ex Bertone e chiede un terzo anno di cassa
integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale per i 1076 dipendenti
fino al 18 novembre 2012 in vista del riavvio delle linee. E' quanto e' stato
deciso ieri sera al termine di un nuovo incontro con i sindacati nella sede
dell'assessorato al lavoro della Regione Piemonte che ha registrato ulteriori
momenti di tensione tra la Fiat e la Fiom che hanno fatto temere per la
prosecuzione dell'investimento. Viene accantonata, quindi, l'ipotesi della
chiusura dello stabilimento e la richiesta della Cigs per cessata attivita' da
parte dell'azienda anche se nell'accordo si fa ancora riferimento a questa
ipotesi non appena mancheranno i requisiti di governabilita' della fabbrica. A
risolvere il braccio di ferro tra Fiat e Fiom ha contribuito l'assessore
regionale al Lavoro
Claudia Porchietto:
''Io non tifo per qualcuno o per qualcosa - ha detto nel corso della riunione -
io difendo il lavoro e l'investimento''. La Fiat ha precisato in uno specifico
capoverso del verbale firmato dalle parti che il piano, da 500 milioni per la
produzione di 50 mila nuove Maserati di classe E, e' subordinato alla pace
sindacale e giudiziaria sul contratto e al rispetto delle rappresentanze
sindacali che si intendono limitate alle Rsa dei sindacati firmatari. Una mossa
questa per neutralizzare il contenzioso avviato dalla Fiom, dopo l'accordo e il
successivo referendum, sulla necessita' di eleggere nuove Rsu a Grugliasco dopo
le dimissioni dei delegati Fiom, ma con uno sguardo anche alla sentenza del
giudice torinese
Vincenzo Ciocchetti
che ha disposto il rientro nella fabbrica di Pomigliano della rappresentanza
Fiom. Come ulteriore garanzia della governabilita' dell'azienda la Fiat ha
chiesto nuovamente il consenso delle Rsu Fiom, anche se dimissionarie, per
vincolarle a rispettare l'intesa e ha precisato nel verbale ''che l'attuazione
integrale del programma industriale di ristrutturazione e' condizionata a che
non vengano assunte in via sindacale, giudiziale o individuale iniziative volte
a contestare l'accordo del 4 maggio 2011'' o l'applicazione dal primo gennaio
2012 dell'accordo di Pomigliano, come contratto di primo livello, o, si
aggiunge ancora ''il fatto che la rappresentanza sindacale sia assicurata ai
sensi dello Statuto dei lavoratori ''attraverso organismi costituiti solo
nell'ambito delle associazioni sindacali firmatarie dei contratti applicati
nell'unita' produttiva''. Le Rsu della Fiom hanno precisato di confermare ''le
stesse motivazioni'' con le quali hanno sottoscritto l'accordo di maggio. Il
documento porta la firma dei sindacati territoriali, ad eccezione della Fiom, e
delle Rsa, anche se entreranno in vigore dal primo gennaio del prossimo anno. ''Dobbiamo
restare a quanto ha dichiarato l'azienda - commenta l'assessore Porchietto che
e' stata in continuo contatto con il presidente della Regione
Roberto Cota - e cioe' la volonta ' di
attuare un piano articolato di investimenti, auspico che questo sia il motivo
per il quale e' stato trovato l'accordo''. ''Una firma coerente con quanto
fatto in primavera'', commenta
Federico
Bellono segretario cittadino della Fiom. ''Abbiamo dimostrato senso di
responsabilita''' aggiunge il delegato Fiom dimissionario
Pino Viola. ''Fabbrica Italia deve andare avanti'', osserva
Vincenzo Aragona della Fismic, mentre
per
Margot Cagliero della Fim ''ha
prevalso il buon senso''.
Flavia Ajello
della Uilm ha sottolineato di ''essere felice per i lavoratori''. ''Il merito
se lo prenda chi vuole - taglia corto
Francesco
Scandale dell'associazione quadri Fiat - l'importante e' guardare al futuro
con un po' piu' di serenita'''. (
asca)