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GRUGLIASCO - 17/11/2011CRONACA

Ex Bertone, Fiat conferma l'impegno

La Fiat conferma l'investimento per la ex Bertone e chiede un terzo anno di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale per i 1076 dipendenti fino al 18 novembre 2012 in vista del riavvio delle linee. E' quanto e' stato deciso ieri sera al termine di un nuovo incontro con i sindacati nella sede dell'assessorato al lavoro della Regione Piemonte che ha registrato ulteriori momenti di tensione tra la Fiat e la Fiom che hanno fatto temere per la prosecuzione dell'investimento. Viene accantonata, quindi, l'ipotesi della chiusura dello stabilimento e la richiesta della Cigs per cessata attivita' da parte dell'azienda anche se nell'accordo si fa ancora riferimento a questa ipotesi non appena mancheranno i requisiti di governabilita' della fabbrica. A risolvere il braccio di ferro tra Fiat e Fiom ha contribuito l'assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto: ''Io non tifo per qualcuno o per qualcosa - ha detto nel corso della riunione - io difendo il lavoro e l'investimento''. La Fiat ha precisato in uno specifico capoverso del verbale firmato dalle parti che il piano, da 500 milioni per la produzione di 50 mila nuove Maserati di classe E, e' subordinato alla pace sindacale e giudiziaria sul contratto e al rispetto delle rappresentanze sindacali che si intendono limitate alle Rsa dei sindacati firmatari. Una mossa questa per neutralizzare il contenzioso avviato dalla Fiom, dopo l'accordo e il successivo referendum, sulla necessita' di eleggere nuove Rsu a Grugliasco dopo le dimissioni dei delegati Fiom, ma con uno sguardo anche alla sentenza del giudice torinese Vincenzo Ciocchetti che ha disposto il rientro nella fabbrica di Pomigliano della rappresentanza Fiom. Come ulteriore garanzia della governabilita' dell'azienda la Fiat ha chiesto nuovamente il consenso delle Rsu Fiom, anche se dimissionarie, per vincolarle a rispettare l'intesa e ha precisato nel verbale ''che l'attuazione integrale del programma industriale di ristrutturazione e' condizionata a che non vengano assunte in via sindacale, giudiziale o individuale iniziative volte a contestare l'accordo del 4 maggio 2011'' o l'applicazione dal primo gennaio 2012 dell'accordo di Pomigliano, come contratto di primo livello, o, si aggiunge ancora ''il fatto che la rappresentanza sindacale sia assicurata ai sensi dello Statuto dei lavoratori ''attraverso organismi costituiti solo nell'ambito delle associazioni sindacali firmatarie dei contratti applicati nell'unita' produttiva''. Le Rsu della Fiom hanno precisato di confermare ''le stesse motivazioni'' con le quali hanno sottoscritto l'accordo di maggio. Il documento porta la firma dei sindacati territoriali, ad eccezione della Fiom, e delle Rsa, anche se entreranno in vigore dal primo gennaio del prossimo anno. ''Dobbiamo restare a quanto ha dichiarato l'azienda - commenta l'assessore Porchietto che e' stata in continuo contatto con il presidente della Regione Roberto Cota - e cioe' la volonta ' di attuare un piano articolato di investimenti, auspico che questo sia il motivo per il quale e' stato trovato l'accordo''. ''Una firma coerente con quanto fatto in primavera'', commenta Federico Bellono segretario cittadino della Fiom. ''Abbiamo dimostrato senso di responsabilita''' aggiunge il delegato Fiom dimissionario Pino Viola. ''Fabbrica Italia deve andare avanti'', osserva Vincenzo Aragona della Fismic, mentre per Margot Cagliero della Fim ''ha prevalso il buon senso''. Flavia Ajello della Uilm ha sottolineato di ''essere felice per i lavoratori''. ''Il merito se lo prenda chi vuole - taglia corto Francesco Scandale dell'associazione quadri Fiat - l'importante e' guardare al futuro con un po' piu' di serenita'''. (asca)
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